Charlie Musselwhite & Treves Blues Band – Azzano S. Paolo

Con i dovuti distinguo, sono due imprescindibili punti di riferimento per il blues soffiato nell’armonica. Insieme per qualche data in Italia, hanno condiviso lo stesso palco anche ad Azzano San Paolo (BG) More »

Umbria Jazz 2017

Non sembrerebbe luglio se non ci fosse Umbria Jazz, il festival che quasi ininterrottamente dal 1973 corolla le lunghe giornate perugine. Edizione, quella di quest’anno particolarmente speciale per tanti motivi; innanzi tutto More »

ZZ TOP SIERRE BLUES FESTIVAL 2017

Aspettavamo i barbuti del Texas da qualche anno, dopo averli apprezzati sempre in terra svizzera nel 2013, e più precisamente ad Ascona, in un viaggio in moto quasi da film con l’amico More »

GOV’T MULE al Live Club di Trezzo sull’Adda (Mi), 15 giugno 2017

E’ la metà di un mese piuttosto caldo e l’anticipo d’estate non invoglia certo a chiudersi in un live -club per sentir suonare, anche se un’altra serata di pastoso blues’n’roll è quanto More »

Torrita Blues 2017

Passeggiando per il piccolo centro storico toscano, c’è chi definisce Torrita come il salotto del blues di “casa nostra”, noi preferiamo paragonarlo ad una specie di cucina, ambiente molto più accogliente e More »

NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS – BRESCIA

Mancavano da qualche anno dai palchi italiani, da quando erano di supporto al tour di Robert Plant del 2014,  poi negli ultimi due anni il solo Luther era tornato per alcune date. More »

Ecco per l’estate il n. 139 di Giugno

In questo numero: Robert Kimbrough Sr. Keb’ Mo’ Harry Smith Marcus King Lil’ Son Jackson W.E.B. Du Bois   More »

SUGAR BLUE LIVE AT DRUSO CIRCUS – BERGAMO 6/4/2017

Troppo lungo sarebbe fare anche solo una sintesi della lunghissima carriera musicale di Sugar Blue, 68 anni e sulle scene da 50. e la lista delle sue collaborazioni con i grandi del More »

7° EUROPEAN BLUES CHALLENGE

Questa volta la destinazione ad Aprile è un lembo di terra, fredda e desolata, ma non simile a quella di Eliot, bensì, parafrasando l’Amleto, c’è del blues in Danimarca, non poco, anzi More »

Marcus King Band – Milano

Un pubblico di adulti accorso davanti ad un ventenne per farsi trasportare negli anni della loro gioventù, gli anni settanta. Così possiamo giustificare la gran parte degli avventori che hanno riempito il More »

HAVE MERCY BLUES FESTIVAL

L’Associazione “Original People Singing”, chiedendo aiuto ad un’altra associazione “Blues Made In Italy” nella figura dell’infaticabile “boss” Lorenz Zadro con i suoi sparring partner, Patrick Moschen e Valter Consalvi, da tre anni, More »

Martin’s Gumbo Blues Band: We Need A Mojo

We Need A Mojo è il nuovo disco della Martin’s Gumbo Blues Band, trio guidato dal chitarrista Fabrizio Martin (con Daniele Peoli al basso e Diego Boni alla batteria). Un ottimo disco More »

DELTA MOON – Nidaba

I Delta Moon sono una formazione di Atlanta capitanata da Tom Gray e Mark Johnson, che ha un certo seguito negli Stati Uniti, come in Europa, e ritrovarli una sera di primavera More »

Tedeschi Trucks Band – Alcatraz, Milano

Attendevamo con impazienza il primo concerto milanese e, unico in Italia, della band dei coniugi Trucks, in Europa per una serie di date tra marzo e aprile, sulla scia del loro recentissimo More »

Category Archives: Biografie

W.E.B. Dubois – Un guerriero sulla “linea del colore”

Biografia di un pensiero attuale (1 parte)  di Mauro Musicco

Non c’è una e una sola ragione per scrivere di William Edward Burghardt Du Bois, nessun retorico, accademico, centenario da celebrare. Eppure sono molte, tremendamente attuali, le motivazioni per tornare su uno dei più importanti intellettuali statunitensi di sempre. La sua opera disegna il cammino afroamericano dalle vicende post-schiaviste alle lotte per i diritti civili. La sua ombra si adagia nel Black Power di ieri come nel più recente Black Lives Matter (1). Riproporne il pensiero, farlo dalle colonne de “IL BLUES”, assume, coerentemente con i propositi di questa rivista, il significato di arricchire la passione per il blues di un prezioso controcanto, un antidoto alla sua mitizzazione. L’ambizione è quella d’offrire un profilo rispettoso, necessariamente incompleto, del suo pensiero. Un richiamo d’attenzione su una figura imponente, al contempo: storico, scienziato sociale, romanziere, militante politico, poeta. Sebbene Du Bois manchi di espliciti riferimenti al blues la sua scrittura è pervasa dalla soggettività controvento del “Popolo Negro”. [continua a leggere nel n° 139 – Giugno 2017]

MAMIE SMITH

La prima signora del blues di Jas Obrecht

“Crazy Blues” di Mamie Smith, la prima registrazione di un’afroamericana che cantava il blues, ha rivoluzionato la musica pop. Testimonianze raccontano che dopo la sua pubblicazione nel 1920, la si poteva ascoltare dalle finestre aperte in quasi tutti i quartieri neri d’America. «Quel disco ha cambiato l’industria discografica», ricorda il jazzista di New Orleans Danny Barker. «Ci fu un grande impulso tra i neri e i bianchi che amavano questo mondo del blues, ad acquistare dischi e fonografi. Ogni famiglia aveva un fonografo in casa, nello specifico grazie al primo disco di Mamie Smith». Nel Sud si suonava blues fin dagli inizi del XX secolo, ma nessuno aveva registrato prima di allora, fondamentalmente perché si pensava che gli afroamericani non potessero comprare 78 giri e giradischi, o non lo avrebbero fatto. “Crazy Blues” ha cambiato quest’idea, dando il là ad una corsa tra i discografici a far incidere le dive del blues. Le stelle che promossero in questo periodo, di breve durata, di classic blues non erano i cantanti down-home che incideranno in seguito nei ruggenti anni Venti, ma le sgargianti veterane dei minstrel show, tent show e dei palchi del vaudeville. [continua a leggere nel n° 138 – Marzo 2017]

FRANK SON SEALS

L’uomo dalla chitarra verde Cadillac

di Ottavio Verdobbio

Introduzione

La tradizione blues nella cosiddetta Terra delle Opportunità (Arkansas/Land of Opportunity) non ebbe mai lo stretto retroterra cultural-musicale dei vari stilemi texani, mississippiani o del Tennessee. Musicisti originari dello Arkansas come Robert Nighthawk, Floyd Jones, Casey Bill Weldon, ecc., dovettero emigrare in cerca di fortuna ed opportunità di lavoro. Solamente in seguito al successo di radio locali come la leggendaria KFFA nell’area attorno ad Helena, si concentrarono una serie impressionante di musicisti di blues dai nomi altisonanti. Il vero catalizzatore di questo fenomeno musicale fu senz’altro l’armonicista Rice Miller meglio conosciuto come Sonny Boy Williamson n. 2, ma anche guys come Robert Junior Lockwood, il pianista Lazy Bill Lucas, Driftin’ Slim, Houston Stackhouse, Joe Willie Wilkins, Peck Curtis, ecc., fecero la loro parte in quegli anni avventurosi per consolidare uno stile musicale locale. Con lo spostamento del Blues verso le città del Nord ci furono, almeno sino alla metà degli anni ‘40, anche gli spostamenti dei bluesmen e delle loro famiglie. In questo esodo verso le città del Nord dobbiamo nominare anche bluesmen più giovani come il batterista Willie Smith e i chitarristi Buster Benton, Sammy Lawhorn, Luther Allison ed il nostro Frank Son Seals (1).

Lacy Gibson, Ike Anderson, Son Seals, Snapper Mitchum (1979, foto Pertti Nurmi ©)

Snooky Pryor: Blow By Blow

La vita esemplare di un bluesman chiamato James Edward Pryor      di Ottavio Verdobbio

Nell’alba malata, Chicago era già in via di autodistruzione. La cintura di miseri caseggiati che potevo osservare dalla finestra della stanza, mi faceva sentire come un condannato che viene lentamente soffocato dalla pena che deve scontare. Nell’uniformità degli slurbs si rispecchiava la mia stessa miseria, e la sbiadita fotografia dell’angoscia mostrava un solitario letto di ottone. Qualsiasi strada o parte di questa città in decadenza e in rovina portava il fardello di uno strisciante blues in minore. Ero completamente in balia di un vecchio “incubo dell’aria condizionata”; ma questa forzata permanenza nella città del vento aveva uno scopo: dovevo scovare un uomo chiamato James Edward Pryor, detto Snooky, l’autore di ”Boogie/Telephone Blues”. Snooky Pryor é l’armonicista che per primo amplificò l’armonica nel blues postbellico, e il  sottoscritto era ossessionato da queste nuove sonorità applicate al piccolo Mississippi Saxophone[continua a leggere sul numero di giugno]