Daniele “Ol’ Dan” Ghisoni

E’ di per sé triste ricordare qualcuno che se n’è andato. Ma lo è ancora di più se lo facciamo solo oggi, a distanza di oltre tre mesi. Possiamo accampare mille scuse, di cui magari novecentonovantanove valide, ma ne resta sempre una, ovvero quella che ci spiazza togliendoci ogni alibi precostituito. Rimane il fatto inconfutabile che lo scorso 22 dicembre 2013 Daniele “Ol’ Dan” Ghisoni se ne è andato. Ci eravamo conosciuti a metà degli anni Settanta, dapprima nelle pagine di “Suono Stero Hi-Fi” nella rubrica “Music Box” (fucina nascosta di aspiranti appassionati), proseguita l’avventura in quelle de “Il Mucchio Selvaggio”, dopo di che le nostra strade si divisero. Da parte mia dando vita nel 1982 al sogno editoriale “IL BLUES”, mentre Daniele aveva proseguito il suo percorso dapprima con “L’Ultimo Buscadero” e successivamente con altre pubblicazioni tra cui “Late For The Sky”.Era destino però che le nostre strade si incontrassero nuovamente (1990). E d’altronde non poteva che essere così, in quanto il suo amore per il rock-blues o blues-rock degli anni Sessanta e Settanta (British Blues con i Fleetwood Mac in testa, ed oltre oceano i Canned Heat storici) non era andata perduta e con noi trovò quello spazio di cui aveva bisogno. Collaborò attivamente con la nostra rivista sino all’anno 2000 quando, le imperscrutabili ed imprevedibili vicissitudini della vita di entrambi ci separarono definitivamente. Di “Ol’ Dan” ricordo la simpatia, la carica emotiva, l’apparente estroversione, la passione per i dischi in vinile e soprattutto il porre la musica sopra ogni cosa. 

Marino Grandi