A me piace ‘o blues

Pino Daniele (foto Roberto Panucci)

Pino Daniele (foto Roberto Panucci)

La prematura morte di Pino Daniele ci permette di fare un po‘ di chiarezza di Antonio Boschi

La morte di Pino Daniele ci ha trovati impreparati, come solo la morte sa fare. Ci ha scombussolato, come solo la morte sa fare. Quello che è accaduto dopo ci ha deluso, come solo l’uomo sa fare. Rimane il vuoto per la perdita di una persona votata alla musica e ad un bellissimo rapporto col proprio pubblico. Eppure Pino Daniele non è mai stato tra le nostre pagine, difficilmente ci capitava di ascoltare la sua musica e lo abbiamo, anche (e forse a torto) criticato. Ma il dato di fatto – e qui non vogliamo fare una gratuita celebrazione post-mortem e nemmeno ripulirci la coscienza – è che Pino Daniele ha rappresentato per l’Italia un gran pezzo di storia della musica contemporanea. Un atteggiamento, forse un po’ snob, di noi estimatori della musica afro-americana lo ha relegato, anche con fastidio, nella sezione degli “indesiderati” solo per aver apertamente e ripetutamente dichiarato… [continua a leggere nel n° 130 – Marzo 2015]