Billy Branch

foto Gianfranco Skala

Chicago Blues tra passato e presente  di   Matteo Bossi e Marino Grandi

Figura familiare a noi e crediamo anche ai lettori, dagli albori della nostra rivista, visto che già sul n. 5 de Il Blues compariva la recensione di un suo disco con Lurrie Bell intitolato “Chicago’s Young Blues Generation”. E’ venuto sin dagli anni Ottanta a suonare in Italia e le sue parole le abbiamo raccolte più volte, (sui numeri 25, 56 e 73, così giusto per facilitare le ricerche d’archivio). Guardando indietro ci si accorge di come negli anni la sua traiettoria lo abbia condotto dal plotone delle nuove leve del Chicago Blues a quello rivestito attualmente, di veterano e depositario di un carico di esperienze con pochi eguali. Alcune cose non sono cambiate però, il suo attaccamento alla musica e la voglia di trasmetterla, è stato in fondo tra i pionieri del programma d’insegnamento “Blues In The Schools”, che continua a portare avanti, «insegno ancora certo, ogni volta che posso. L’anno scorso abbiamo tenuto un programma in Ecuador, sponsorizzato dal Governo, uno scambio culturale, siamo andati sulle Ande in diversi villaggi. In uno c’erano danze tradizionali, sembrava di essere in Africa, c’era anche una signora di novant’anni, Rosita, che ballava e cantava ancora. Ho tenuto il mio workshop di armonica in spagnolo, non è stato facile, mi hanno aiutato però. Erano entusiasti di quello che gli abbiamo portato.» Mancava dalle nostre pagine e dai palchi milanesi, da qualche anno, entrambe le lacune sono ora state colmate, complice la sua venuta alle Milano Blues Sessions di inizio maggio. Tra il soundcheck e il concerto gli chiediamo quale sia la prima considerazione che si sente di fare sugli ultimi dieci, quindici anni, di Chicago blues e Billy non ha dubbi: «Tantissimi dei grandi artisti blues non ci sono più. Solo negli ultimi due anni se ne sono andati in troppi. Alcuni anche molto giovani come Mike Ledbetter che di anni ne aveva solo trentaquattro. Eddy Taylor Jr, Eddie Shaw, Eddy Clearwater, Eddie C. Campbell…caspita tutti gli Eddy. […] continua a leggere nel numero 148 di settembre 2019.