Tedeschi Trucks Band -Teatro degli Arcimboldi

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Larkin-Poe_live-ST89_foto-Francesca-Castiglioni-©

LARKIN POE – Spazio Teatro 89, Milano

Il 29 Marzo scorso allo Spazio Teatro 89 di Milano c’erano le Larkin Poe, band americana capitanata dalle sorelle Lovell. Fin dalla canzone che ha aperto il set “Summertime Sunset” si nota una More »

Trombone Shorty & Orleans Avenue – Santeria

Lo avevamo perso la scorsa estate a Fiorenzuola d’Arda, abbiamo rimediato lo scorso 27 marzo quando Troy “Trombone Shorty” Andrews con la sua formazione, Orleans Avenue, ha fatto tappa alla Santeria di More »

Il Blues n.146 Marzo 2019

        In questo numero troverete: William Ferris Dave Keyes Derek Trucks Johnny Tucker Martin Luther King Jr. Robert Kimbrough Sr. .. e tante recensioni!! Per poterlo leggere: http://www.ilbluesmagazine.it/ E non More »

INTERVISTA LARKIN POE

Incontriamo le sorelle Rebecca e Megan Lovell poco prima della loro esibizione al Druso di Bergamo, quasi intrufolandoci di nascosto nella loro privacy del backstage, in realtà accompagnate dalla road manager che More »

Lodi Blues Festival

Quest’anno il Lodi Blues Festival è tornato in scena nel suo abituale periodo dell’anno, in inverno, e nella sede storica, il Teatro alle Vigne. E’ stata dunque l’undicesima edizione della “Winter Session”, More »

Rhiannon Giddens & Francesco Turrisi – Folkclub

Un Folk Club di Torino esaurito, anche per i posti in piedi, ha sopperito al fatto che la prima volta in Italia di Rhiannon Giddens, fosse stata solo per una data, il More »

Category Archives: Live in Italy 2019

Tedeschi Trucks Band -Teatro degli Arcimboldi

Il tour europeo della Tedeschi Trucks li ha portati a suonare, anche in Italia, nella dimensione prediletta, quella dei teatri, ragione in più per rendere imperdibile la data del 17 aprile al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Un pubblico trasversale per età e provenienza e ancor più numeroso rispetto al loro passaggio due anni addietro all’Alcatraz, ha assistito rapito ad un concerto formidabile e trascinante, di un collettivo semplicemente senza eguali nel panorama odierno.E’ stata una cavalcata in crescendo che ha avuto molti apici e ha messo in evidenza, lungo tutta la serata, il talento di un gruppo che sembra davvero respirare all’unisono.

John Mayall – Phenomenon

foto Gianfranco Skala

L’immarcescibile John Mayall, classe 1933, è di nuovo in tour sulla scia del nuovo disco, “Nobody Told Me”, con diversi ospiti di nome, come di nome sono anche i tre musicisti al suo fianco. E bastano a loro stessi, come ha dimostrato anche la serata del 30 marzo, ultima delle otto previste nel nostro paese, tenutasi in una vera e propria sala da concerto, capiente e ben messa sotto ogni punto di vista, il Phenomenon di Fontanteto d’Agogna (No). Il pubblico era numeroso, soprattutto di “ex” ragazzi degli anni sessanta e settanta, da sempre appassionati, che con la sua musica sono cresciuti, trasmettendo il virus del blues e rock/blues, almeno in qualche caso, anche a figli e nipoti. Quanto a lui, Mayall, non è cambiato, sin dall’apertura delle porte alle venti è seduto al banchetto, vendendo i suoi dischi, dispensando autografi, ma poca o nulla loquacità, cosa che ripete appena sceso dal palco, al termine del concerto.

foto Gianfranco Skala

In apertura, come nelle altre date, c’è Francesco Piu, sempre entusiasta quando c’è da stare su di un palco, dimostrato anche in poco più di mezz’ora, da solo con chitarra acustica, a coinvolgere il pubblico con le sue versioni di “Gotta Serve Somebody”, “Trouble So Hard” e “Hold On”. Mayall sale sul palco puntuale, accanto a i fidi Jay Davenport e Greg Rzab, presenze fisse ormai da diversi anni, mentre alla chitarra c’è, dalla scorsa primavera, la texana Carolyn Wonderland, prima solista donna in una band di John, il quale conscio di chi ha accanto, perché brava e fluida con quei tratti tipici della tradizione texana, oggi funzionali per la musica del “leone di Manchester”, le lascia anche spazio in due pezzi al canto. La set list varia e questa sera si parte da “Dancing Shoes”, per poi passare a “The Moon is Full”, un tempo medio tratto dal nuovo album. Spazio ai sapori della Louisiana con “Gimme Some Of That Gumbo” o ad un altro estratto dal disco recente, “It’So Tough”, con buone dinamiche alle tastiere da parte di John, sempre ben sostenuto dalla sezione ritmica. Alterna, come sempre, tastiere, chitarra e armonica e abbozza un sorriso quando un fan si avvicina al palco per stringergli la mano, “un diversivo” dice lui senza scomporsi. Tra i momenti migliori ricordiamo “Dirty Water”, un lungo midtempo (composto da Buddy e Julie Miller), dove Mayall con la chitarra elettrica, crea un bell’intreccio con Carolyn Wonderland. Poi ecco l’omaggio a Sonny Boy Williamson II con “Help Me”, “ho suonato con lui molti anni fa”, dice Mayall introducendola, “non era un tipo facile, ma alcune sere era fantastico”.

LARKIN POE – Spazio Teatro 89, Milano

Larkin-Poe_live-ST89_foto-Francesca-Castiglioni-©

Il 29 Marzo scorso allo Spazio Teatro 89 di Milano c’erano le Larkin Poe, band americana capitanata dalle sorelle Lovell.
Fin dalla canzone che ha aperto il set “Summertime Sunset” si nota una virata verso i colori più punk e hard rock che negli album in studio sono poco tangibili. Dal vivo emerge uno sprint grintoso che mette in evidenza il lato rough delle sorelle di Atlanta. Quello che ha colpito di più è il marcato scollamento tra dischi e situazione live e, la successiva “Trouble In Mind”, ne è l’esempio concreto: mentre su album sfiora quasi suoni alla Jack White e risulta infarcita di trucco e parrucco grazie a effetti distorsivi, dal vivo è un pugno allo stomaco di ruvidezza e rock spettinato senza vaseline commerciali spalmate per vendere.

Trombone Shorty & Orleans Avenue – Santeria

Lo avevamo perso la scorsa estate a Fiorenzuola d’Arda, abbiamo rimediato lo scorso 27 marzo quando Troy “Trombone Shorty” Andrews con la sua formazione, Orleans Avenue, ha fatto tappa alla Santeria di Milano, unica tappa italiana del suo passaggio in Europa. Inizio puntualissimo, sono infatti le 21,30 quando il gruppo sale sul palco, nove elementi, con due coriste, due sassofonisti, due chitarristi oltre alla solida sezione ritmica per un concerto che come ripete lo stesso Shorty è animato dallo spirito delle feste.

Sax Gordon – La Tana

Foto Michela Luoni

Sax Gordon, che di cognome fa Beadle, è un musicista americano che più volte ha messo piede in Italia, ed ogni volta i suoi espansivi concerti sono stati segnati da equivalenti applausi del pubblico. Ecco dunque che l’intuito dello storico instancabile organizzatore di concerti e non solo, l’autoproclamatosi Rev. Gianfranco Skala, non si è lasciato scappare l’occasione di proporlo presso il locale “La Tana Garage” di Turbigo, in virtù del fatto che ad accompagnarlo c’era l’ottimo combo, tastiere (il ceco Jan Korinek), basso e batteria, del bravo chitarrista/cantante Luca Giordano.

Lodi Blues Festival

Quest’anno il Lodi Blues Festival è tornato in scena nel suo abituale periodo dell’anno, in inverno, e nella sede storica, il Teatro alle Vigne. E’ stata dunque l’undicesima edizione della “Winter Session”, divisa nelle due serate 8 e 9 Febbraio. Per anni ci siamo ben “scaldati”, e per qualche appuntamento estivo anche “rinfrescati”, con artisti come Eric Bibb, Corey Harris, Jerry Portnoy, Duke Robillard, Roberto Ciotti, Fabio Treves, Francesco Piu e molti altri.

Rhiannon Giddens & Francesco Turrisi – Folkclub

Un Folk Club di Torino esaurito, anche per i posti in piedi, ha sopperito al fatto che la prima volta in Italia di Rhiannon Giddens, fosse stata solo per una data, il 18 gennaio scorso, a cui non potevamo mancare. Si presentava in duo con Francesco Turrisi, polistrumentista torinese residente da tempo in Irlanda. La Giddens è musicista di classe, dotata di una voce di non comune limpidezza, della quale ha padronanza assoluta, oltre a suonare con disinvoltura vari strumenti a corda. La collaborazione con Turrisi nasce dall’affinità che hanno scoperto tra il tamburello e il banjo, portandola poi verso varie forme di musica folk, insieme colta e popolare, antica e attuale, eseguita con controllo e grande sintonia. La cosa avrà un seguito anche discografico, visto che a maggio la Nonesuch editerà il loro album “There Is No ‘Other’”.