Chris Whitley – Long way around

L’Odissea di un Uomo  di Marco Denti

Un lampo, una raccolta di canzoni straordinaria, un momento a illuminare un’aspra vita di blues vissuto vagando da un buco all’altro, come se fosse imprigionato in un’anima che non era più la sua. Una storia che comincia (e finisce) a Houston, in Texas, dove Chris Whitley nasce nel 1960. Madre e padre sono artisti, dispersivi e caotici. Alla radio scorrono, grazie alle frequenze delle stazioni oltre il confine, Bukka White, Howlin’ Wolf, Muddy Waters, Jimi Hendrix. Lui e il fratello suonano con strumenti improvvisati finché i genitori non si separano. È il 1971 e si erano appena trasferiti nel Connecticut: l’inizio di un’esistenza turbolenta che lascerà in Chris Whitley ferite non rimarginabili. Segue il padre, con cui vivrà un rapporto conflittuale, nel Vermont, ma intanto ha scoperto il dobro ascoltando Johnny Winter (sia benedetto) suonare “Dallas”. Ben presto lascia la scuola e si trasferisce a New York. Ci sono luoghi che ritornano ritornano seguendo un ciclo quasi perfetto nella vita di Chris Whitley: suona per strada o in piccoli club e passa da un impiego all’altro. Uno dei suoi principali, il proprietario di un’agenzia di viaggi, gli regala un biglietto per l’Europa e l’irrequieto Chris Whitley non si lascia sfuggire l’occasione nella speranza di scovare opportunità migliori. La destinazione è il Belgio dove si fermerà sette anni suonando con un bizzarro gruppo pop, A Noh Rodeo con Alan e Hélène Gevaert:[…] (continua a leggere nel numero 147 giugno 2019)