GARY MOORE – After Hours (Virgin) -1992-

Questo lavoro segue il più celebrato “Still Got The Blues”, e pertanto è stato talora messo in secondo piano: ma a nostro avviso “After Hours” è un altro capolavoro. Qui c’è nuovamente il meglio di Gary Moore, dal rock più trascinante di “Cold Day in Hell” e “Only Fool in Town” al tributo ai padri del blues, con la presenza di due icone come B.B. King e Albert Collins, fino ad alcune meravigliose ballad. La sua voce è sempre convincente e adeguata in ogni contesto, mentre la sua chitarra regala assoli particolarmente ispirati e di una bellezza unica. Inoltre, qui c’è per chi scrive uno degli slow più belli che mai siano stati scritti, quello “Story of the Blues” che, nella semplicità dei suoi accordi, presenta un assolo di rara bellezza che emoziona fino alle lacrime. Le qualità compositive di Gary Moore raggiungono nuovamente il vertice, regalando un album che ci fa attraversare i molteplici stati d’animo che soltanto il blues può offrire.

Luca Zaninello