Little Charlie Baty 1953-2020

Little Charlie Baty foto Gianfranco Skala

Malgrado fosse uno dei chitarristi più stimati e riconoscibili sulla scena, il primo strumento di Charlie Baty fu l’armonica. Nato nel 1953 in Alabama, la sua famiglia si trasferì in California a Sacramento, all’inizio degli anni Sessanta. Studi universitari di matematica e una passione per la musica a tutto tondo caratterizzano la sua giovinezza. L’incontro con Rick Estrin a metà anni Settanta, un altro armonicista di talento, lo porta alla decisione di dedicarsi alla chitarra, i due fondano una nuova band, Litte Charlie & The Nightcats e cominciano a farsi conoscere sulla West Coast.  Hanno occasione di suonare al San Francisco Blues Festival ingaggiati dal patron Tom Mazzolini. Ci mettono un po’ di tempo a trovare uno sbocco a livello discografico, anche se la loro reputazione cresce, non solamente a livello regionale. Un loro demo finisce alle orecchie di Bruce Iglauer che li mette sotto contratto e nel 1987 la sua Alligator pubblica “All The Way Crazy”, primo di nove album (tra studio e palco) fino al 2005.  Il loro è un blues vivace e divertente, ibridato con rhythm and blues, rock’n’roll, jump e swing, con un denominatore comune costituito dall’ironia insita nelle composizioni di Estrin e nell’estetica del gruppo autoderisoria, evidente dalle copertine dei loro dischi, pensiamo a “Big Break” in divise da galeotti. Baty ed Estrin restano fissi, la creatività del primo si abbina all’esuberanza del secondo, si avvicendano attorno a loro diverse sezioni ritmiche, senza alterare la linea del gruppo. Nel 2008 Baty però si era allontanato dalla band, restando comunque in buoni rapporti con Estrin e il suo successore Chris “Kid” Andersen, dopo anni di incessanti tour, preferendo rallentare e dedicarsi ad altri progetti e collaborazioni. Ricordiamo ad esempio quella con Mark Hummel e Anson Funderburgh vista anche a Lucerna nel 2012 per una  divertente Golden State/Lone Star Revue oppure come invitato speciale con Sugar Ray Norcia, JW Jones, Duke Robillard. Baty aveva una ampia cultura musicale, era appassionato di Django Rehinardt e Charlie Christian, lo si evince dalle dediche in suo disco solista di qualche anno fa “Skronky Tonk”per EllerSoul, accreditato a Little Charlie& The Organ Grinder Swing, che lo vedeva in trio  jazz e l’organo hammond del Nightcat Lorenzo Farrell a dialogare con la sua chitarra. possedeva una versatilità un senso della melodia e delle dinamiche tutto suo. La sua scomparsa ci priva di uno strumentista di grande valore, che ha lasciato una traccia destinata a durare, proprio Kid Andersen sembra rappresentare il suo erede naturale.

Matteo Bossi

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