Zig Zag – The Last Waltz

La grande festa a San Donato Milanese di Marco Denti

C’è sempre la possibilità di trovare qualcosa di speciale in un negozio o in una libreria, anche in una scatola del mercatino rionale o tra gli scaffali luminosi di un centro commerciale in mezzo alla desolazione delle periferie. Sappiamo bene che la magia risiede negli anfratti di una canzone o nelle pieghe di una storia e che i muri che li hanno ospitati fino al nostro arrivo contano quel tanto che basta, ma non molto di più. Poi ci sono luoghi che attorno a quei piccoli oggetti del desiderio che inseguiamo, un libro, un disco, un film, hanno sviluppato un intero universo, dove, alla fine, i legami, le amicizie, il calore umano sono stati e rimangono il traguardo finale, a suo modo definitivo. Zig Zag, per più di trent’anni un baluardo culturale a San Donato Milanese, è stato uno di questi posti dove la componente commerciale, comunque indispensabile alla sopravvivenza in una realtà sempre più complessa, è diventata relativa agli incontri e allo spirito di condivisione che ha cementato le amicizie di una piccola, grande comunità. Essere parte di questa avventura è stata senza dubbio una fortuna, un impegno e una gioia, ma va riconosciuto prima di tutto a Leonardo ed Elena Bonazzoli che non sarebbe successo nulla, se non fosse stato per la cortesia e la gentilezza con cui hanno accolto chiunque aprisse la porta del loro negozio. E di gente ne è passata tanta: scrittori, musicisti, fotografi, artisti e tanti, tanti appassionati che hanno seguito la ricercata programmazione di Zig Zag. Proposte distanti dalla propaganda televisiva, con un’attenzione peculiare alle produzioni indipendenti, giocate in nome della curiosità, della provocazione, del gusto per la scoperta. In un modo o nell’altro a Zig Zag si è parlato di Etta James e Jimi Hendrix, di intelligenza artificiale e “Blade Runner”, di John Coltrane e Fabrizio De André, di Charles Bukowski e Don DeLillo, di Tom Petty e Neil Young, dei Grateful Dead e di Tom Waits, di Jack London e Bob Marley, di Willy De Ville e dei Rolling Stones, di Katrina e di New Orleans e l’elenco potrebbe andare avanti un bel po’ perché gli incontri sono stati centinaia. [continua a leggere nel numero 149 dicembre 2019]

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