shirley johnson

Shirley Johnson, settantasettenne della Virginia, trasferitasi a Chicago da tempo immemore, è una delle cantanti più rappresentative della scena Blues, non solo statunitense, ma anche internazionale.  Un ruolo ingrato quando la critica menziona Koko Taylor, Etta James e Mahalia Jackson come influenze perché questi nomi fanno immediatamente salire le aspettative alle stelle.  Come succede spesso, Shirley viene da una famiglia molto religiosa e aveva solo sei anni quando iniziò a cantare gospel nel coro della chiesa.  La sua conversione alla musica secolare arrivò solo negl’anni Settanta, una volta raggiunta la maggiore età.

Nonostante apparizioni a supporto di stelle come Aretha Franklin, Jerry Butler, Z.Z. Hill, la Johnson riuscira’ a incidere solo alcuni singoli con etichette della Virginia.  Finalmente nel 1992 incide un LP, “Looking for Lov”e, per l’italiana Appalosa con musicisti americani tra i quali spiccano Maurice John Vaughn e Allen Batts.  Altra cosa è l’attività  dal vivo: i musicisti con cui ha lavorato a Chicago, specialmente al Blue Chicago, includevano Artie “Blues Boy” White e un tastierista di livello come “Professor” Eddie Lusk, altra presenza fissa al Blue Chicago come la Johnson, che portò in tournée internazionali.

Negli anni 2000, Johnson incide due album per la celeberrima Delmark Records : “Killer Diller” nel 2002 e “Blues Attack” nel 2009 ai quali va aggiunto il CD collettivo intitolato “Mojo Mamas” del 2000, nel quale figurano altre sette cantanti del giro del Blue Chicago.  Questo “Selfish Kind Of Gal” è un solido album di Chicago Blues, una compilazione con otto canzoni dal suo ultimo “Blues Attack” e due da “Killer Diller”, sempre della Delmark. La differenza maggiore tra i due album è la presenza di una sezione fiati in “Blues Attack”. Cambiati anche i chitarristi che in Killer Diller erano diversi, tra cui Robert Ward e Maurice John Vaughn, Johnny B. Moore, Rocking Johnny e John Primer, mentre in “Blues Attack” officiava un giovane Luke Pytel con Herb Walker alla ritmica.

Presente in entrambi alle tastiere Roosevelt “Hatter” Purifoy, musicista centrale nella Delmark, un monumento del Chicago Blues. Con questi musicisti è difficile fare un brutto disco e la compilazione mantiene le aspettative, dove spiccano “Your turn to cry”, il funky-Soul di “Take your foot off my back” dove Purifoy sgasa all’organo, e “My Baby played me for a fool”, tre canzoni di grande livello.  Senza dimenticare “Blues Attack”, con un ottimo Luke Pytel.

Luca Lupoli

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