Il Blues n.151 Giugno 2020

            In questo numero: Maxwell Street Jimmy Davis Robert Johnson John Lee Hooker Robert Lee Coleman Eliza Neals Dave Van Ronk Alberta Hunter Recensioni Italiane ed Estere More »

INTERVISTA A FOLCO ORSELLI

Abbiamo incontrato Folco Orselli al Joh Barleycorn di Milano per l’organizzazione di uno degli appuntamenti del Dr Feelgood Beer & Talk Show, il format che veniva condotto da Maurizio Faulisi e trasmesso More »

A Virus Called Blues

            Pillole musicali  per sopravvivere alla Quarantena GARY SMITH’S BLUES BAND – Gary Smith’s Blues Band (Messaround) -1974- MAGIC SLIM – Alone And Unplugged (Wolf) -1996- BUDDY GUY – Blues Singer (Silvertone) More »

Il Blues e Solidarietà Digitale

In questo periodo di riposo forzato, anche Il Blues come trimestrale di cultura musicale, vuole fare la sua piccola parte, ed offre gratuitamente, fino a giugno 2020, la lettura delle annate 2017 More »

Il Blues n.150 Marzo 2020

          In questo numero: Magic Slim Shemekia Copeland Paolo Bonfanti Jack Kerouac Little Lee Guido Toffoletti Black & Whites Recensioni Italiane ed Estere .. e tanto altro!! Per More »

Il Blues n.149 Dicembre 2019

          In questo: The Como Mamas Janiva Magness Dr. Ross Fleetwood Mac Joanna Connor Sugar Harp Zig Zag Recensioni Italiane ed Estere .. e tanto altro!! Per abbonarvi: http://www.ilblues.org/abbonati/ More »

Lucerne Blues Festival 2019

Venticinque edizioni non sono certo poche per qualsiasi manifestazione, musicale o meno, rappresentano un bel traguardo. Ad esso ci si può arrivare in condizioni differenti per mille ragioni, con il rischio talvolta, More »

PETER GREEN 1946-2020

Bellinzona, Giugno 1996, foto Marino Grandi

Impossibile crederci. Il prossimo 7 agosto avrebbe dovuto essere pubblicato il secondo Box, in questo caso formato da 3 LP, dedicato ai Fleetwood Mac ed intitolato “Before The Beginning Vol.2 Live And Demo 1970”. Ma quanto ci è stato comunicato sabato ha cancellato un uomo unico come Peter Green, nativo di Londra in quel del 29 ottobre 1946, che non sarà mai dimenticato, nonostante i problemi di schizofrenia che lo colpirono negli anni Settanta, e che finirono purtroppo per danneggiare la sua creatività musicale, e cominciare la lenta mutazione della sua unicità di bluesman in qualcosa senza anima. Sebbene nulla esiste per durare all’infuori del tempo, la scomparsa di Green, avvenuta lo scorso 25 luglio all’età di 73 anni, ha finito per assumere, sia per lui immaginiamo, che per noi, il sapore amareggiato della beffa temporale. Diciamo subito che Peter ci era piaciuto sia come musicista che come uomo, al punto che amammo il “suo blues”, sia che fosse quello registrato con Mayall nel 1967 che quello preso a prestito dai “black” a Chicago come il lancinante “Like It This Away”, al punto tale da farlo diventare quasi un altro uomo. Purtroppo si dilatarono i suoi problemi mentali, la cui pericolosità lo ridusse a portatore di smarrimenti e atteggiamenti bilaterali, finché con l’aiuto di alcuni amici o quasi, cercò di rivivere il passato sfuggito tra le mani,  se non integralmente, perlomeno risentendone l’odore della sua chitarra finché fu possibile. Vorrei chiudere a senso rovesciato ricordando Peter, finalmente insieme all’appassionato Daniele Ghisoni che lo attendeva da lassù, ed ai nostri incontri di Milano 1997 e Bellinzona 1996 che, con lui, sono finiti nei suoi silenzi pieni di blues.

                                                                                                                  Marino Grandi

TORRITA BLUES 2020

Never give up! Quest’anno il Torrita Blues Festival lo vogliamo sottotitolare così. Non è il solito evento e non può essere diversamente visto le innumerevoli restrizioni dovute al covid, ma proprio per questo motivo il suo svolgimento assume una valenza importante e ricca di significato. Andare avanti, mai mollare anche di fronte a un evento epocale come quello che stiamo vivendo in uno strano 2020 che non sarà facile dimenticare. C’è una cosa che però non riesce a mutare, nemmeno in tempi di pandemia, distanziamento, controlli e rinunce….ed è l’atmosfera che ti avvolge ogni volta che varchi le mura del centro storico, ascoltando in lontananza qualche blue-note o slow che sia….piccole magie che continuano a sorprenderci anche dopo tanti anni di frequentazione. Ovviamente partecipare ad un concerto nelle condizioni attuali ti fa vivere sentimenti un po’ strani e contrastanti; i ricordi vanno al pubblico e la bella confusione di un anno fa, ma la voglia di esserci e soprattutto la necessità di musica sovrasta tutte le incertezze.

Eventi 2020

  • Il Blues al Castello Sforzesco

La Treves Blues Band torna in concerto a MILANO, sabato 25 luglio 2020 alle ore 21.30 nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco. Info: https://www.yesmilano.it/estatesforzesca

  • Carte da gioco con i pionieri del Blues

Pat Sofra di Melbourne lancia un progetto su Kickstarter per realizzare delle carte da poker che rendano omaggio ai pionieri del blues. Info: https://www.kickstarter.com/projects/patsofra/the-last-fair-deal

  • JazzALTRO doppia tappa a Gallarate

Nello spazio antistante al Museo Maga di Gallarate (in provincia di Varese), due appuntamenti con due formazioni molto amate dal pubblico: giovedì 16 Luglio i Sugarpie & The Candymen, sabato 18 Luglio Gigi Cifarelli. Ingresso libero a entrambi i concerti con prenotazione obbligatoria. Info: http://jazzaltro.it/

  • Esce Homework: i Superdownhome con i Nine Below Zero

Si intitola ‘Homework’ il nuovo singolo dei Superdownhome, dal 10 Luglio su tutte le piattaforme digitali. A poche settimane di distanza dalla pubblicazione della raccolta ‘Blues Case Scenario’ (Slang Music/Warner Music Italy, 2020), il duo italiano formato da Beppe Facchetti (grancassa, rullante, Sock Cymbal e Crash) ed Henry Sauda (voce, Cigar Box, Diddley Bow), ritorna con una fantastica reinterpretazione del classico di Otis Rush, con il featuring dei leggendari Nine Below Zero. Link video: https://youtu.be/H-horhxbJ0M

Festival 2020

  • Accadia Blues

XI edizione per la manifestazione nella cittadina pugliese in provincia di Foggia, il 6 agosto Piombo A Blues (Sepe, Insenga, Porcelli, De Rienzo), il 7 agosto Baba Sissoko, il 9 agosto Niccolò Fabi. Info: http://www.accadiablues.it/

  • San Severino Blues

Cominciata il 18 luglio con Max e Veronica, la rassegna marchigiana prosegue fino al 12 agosto con il 31 luglio i Groovy Brotherhood (Piu, Speranza, Luti, Cantamore), l’1 agosto Band Of Friends, l’8 agosto Linda Valori, 7 agosto Cek Franceschetti, 12 agosto Maurizio Matt. Info: http://www.sanseverinoblues.com/site/

  • Corto Maltese Poetto

Sweet Music, Cagliari Blues Radio Station e Corto Maltese Poetto ripartono da Cagliari e dalla spiaggia del Poetto con la speciale versione estiva del Rossoandblues Festival e del Corto Maltese Blues Festival. Si esibiranno domenica 19 e domenica 26 Luglio 2020  Francesco Piu in duo, Bad Blues Quartet, Matteo Leone e i TreeBlues, in condizioni di tutta sicurezza. Info: https://www.facebook.com/acSweetMusic/

  • Lodi Blues Festival

Il blues riparte con quattro appuntamenti acustici nel chiostro S. Cristoforo a Lodi. 26 luglio Cek & Habbot, 9 agosto Max Prandi duo, 23 agosto Marco Pandolfi duo, 4 settembre Francesco Piu. Info: https://it-it.facebook.com/lodibluesfestival

  • Black & Tube Festival

Si terrà dal 16 Luglio all’8 Settembre ai Giardini Estensi di Varese. Si esibiranno tra gli altri  Dr. Feelgood & The Black Billies, Treves Blues Band, Superdownhome, Sugar Blue & Max De Bernardi. Info: https://www.blackbluefestival.com/

  • Vallemaggia Magic Blues

Il festival propone quattro serate blues a Locarno in Piazza Grande. Il 17 luglio Marco Marchi Mojo Workers Trio – Woamp, il 18 luglio Francesco Piu e Cek Franceschetti e Superdownhome. Il 14 agosto Delta Groove Band e Freddie & The Cannonballas e il 15 agosto Maurizio Gnola Blues Duo e Arianna Antinori. Info: https://www.facebook.com/VallemaggiaMagicBlues

  • Pordenone Blues Festival 

L’anteprima del Pordenone Blues Festival si terrà il 24 Luglio a Roveredo in Piano e vedrà l’esibizione della Di Maggio Connection e del Superdownhome. Info: https://www.pordenonebluesfestival.it/

  • Dal Mississippi Al Po

Il festival Dal Mississippi Al Po si terrà il 27,28 e 29 Agosto. Info: https://www.facebook.com/DalMississippiAlPo/

  • Torrita Blues

Si terrà il 10 e l’11 Luglio a Torrita di Siena. Si esibiranno Marco Pandolfi, Max Lazzarin, Mike Sponza Band, Max De Bernardi & Veronica Sbergia, Nkem Favour Blues Band. Info: http://www.torritablues.it/

  • Trasimeno Blues Festival

Il Trasimeno Blues Festival si terrà dal 28 al 30 Agosto sul lago Trasimeno (Perugia). Info: http://trasimenoblues.it/

  • Ameno Blues

Il festival nel paese omonimo sul lago d’Orta, saluterà i suoi tanti appassionati, almeno con la formula attuale, con una serata celebrativa il prossimo 4 luglio. L’associazione Amenoblues continuerà ad organizzare concerti nella sede del Museo Tornielli. Infohttps://www.amenoblues.it/

  • Milano & Roma Blues Sessions – rimandato al 2021

Il 16 e 17 maggio tornano al Teatro San Babila di Milano due serate di blues: Quique Gomez e Rick Estrin & Nightcats (16), Francesco Piu, John Primer, Bob Corritore, Bob Stroger, Kenny Smith (17). Il 18 e il 19 la stessa line-up, escluso l’avvicendamento di Gomez con Marco Pandolfi, si esibirà invece presso il Teatro Ghione di Roma. Info: https://www.thebluesplace.com/index.php

  • Lodi Blues Festival – Annullato per le disposizioni governative

Torna la rassegna nella città lombarda in una edizione primaverile sempre presso il Teatro alle Vigne. Appuntamento il prossimo 20 e 21 marzo. In cartellone Danny Bryant, Kevin Davy White (venerdi 20), Randolph Matthews & Afroblues Project, Kirk Fletcher (sabato 21). Info: https://www.facebook.com/lodibluesfestival/?tn-str=k*F

Shemekia Copeland – UNCIVIL WAR

Vi presentiamo la nuova canzone di Shemekia Copeland, Uncivil War, che parla di temi quantomai attuali.

 

 

Accompagnata dal mandolino di Sam Bush, Jerry Douglas al dobro, e ai cori The Orphan Brigade, Shemekia  ci presenta un brano completamente diverso dalle sue produzioni precedenti. un pezzo che richiama all’unità in questo periodo difficile. e si rivolge a tutti senza esclusioni!

Disponibile dal 19 Giugno: https://smarturl.it/uncivilwar

Il Blues n.151 Giugno 2020

 

 

 

 

 

 

In questo numero:

  • Maxwell Street Jimmy Davis
  • Robert Johnson
  • John Lee Hooker
  • Robert Lee Coleman
  • Eliza Neals
  • Dave Van Ronk
  • Alberta Hunter
  • Recensioni Italiane ed Estere
  • .. e tanto altro!!

Per abbonarvi: http://www.ilblues.org/abbonati/

Floyd Lee 1933-2020

foto Matteo Bossi

L’edizione 2004 del festival di Lucerna aveva un cartellone particolarmente ricco, ricordiamo ancora la presenza di Jimmy Dawkins, James Cotton, Hubert Sumlin, Carey Bell, Sam Myers ed anche da New York, Floyd Lee & The Mean Blues Band, con un ospite d’eccezione, il grande Sam Carr. Fu un bel concerto il loro e ricordiamo con piacere anche l’intervista che il simpatico Lee ci accordò il giorno seguente, pubblicata sul n. 90 de Il Blues, dove compariva persino in copertina accanto a Nora Jean Bruso. Vero nome Ted Williams, Lee era un musicista di lungo corso, dal carattere aperto in grado di comunicare con qualsiasi pubblico avesse davanti, “non ho mai incontrato uno sconosciuto in vita mia”, ci aveva detto. Era nato a Lamar, Mississippi, nel 1933 e dopo alcune peripezie che lo avevano portato a Chicago e Cleveland, si era stabilito a New York dove aveva trovato lavoro per tanti anni come custode di un palazzo dell’Upper West Side, il Normandy. La musica l’ha sempre coltivata, suonando per strada e nelle stazioni della metro di New York, senza registrare nulla di serio fino al suo incontro con il giovane chitarrista canadese Joel Poluck. Joel creò una etichetta, Amogla, apposta per incidere i loro dischi, di blues ruvido e senza concessioni, tra brani personali e credibili riprese di classici. Già il primo lavoro, “Mean Blues”, contribuì a farlo conoscere ben al di là dei confini della grande mela, raccogliendo consensi e inviti a suonare in vari festival europei. La loro collaborazione è proseguita in altri tre dischi, tra cui il convincente “Full Moon Lightnin’” registrato a Clarksdale, quando gli studi di Jimbo Mathus erano ancora nella vecchia sede di radio WROX. Il percorso a ritroso di Floyd Lee, la sua ricerca della famiglia mississippiana d’origine, era infatti stato dato in adozione da piccolo e al tempo stesso la malattia, purtroppo letale, della compagna di Poluck sono state raccontate da un bel documentario di John Gardiner, anch’esso intitolato “Full Moon Lightnin’” (Il Blues n. 107).

Frank Bey 1946-2020

foto Gianfranco Skala

Fra i contemporanei è stato quello che al meglio ha rappresentato quella attraente dialettica multi espressiva blues/soul, colorata da accenti gospel, con originali e cover. Aveva una voce baritonale, calda, corposa, niente abbellimenti vocali, ma tanta individualità esposta anche con pezzi dell’ampio universo musicale, si ascoltino le versioni di “Imagine” (dal primo disco con la Anthony Paule Band) e di “Perfect Day” (dall’ultimo disco). Frank Bey era un cantante nativo della Georgia, anche lui cresciuto sotto un tetto sacro, insieme con familiari e parenti a cantare gospel in contesti locali, come l’unione con sua madre, la cantante Maggie Jordan, con la quale ha aperto i concerti per rinomati gruppi gospel, Blind Boys Of Alabama, Soul Stirrers e altri, quando passavano dalle loro parti. La strada dunque era tracciata, ma prima di percorrere quella principale, ha passato anni su “sentieri laterali”: autista per due anni di Otis Redding, poi dagli anni Settanta cantante di musica profana in un gruppo con relative registrazioni per qualche etichetta locale senza troppo successo, e coinvolto, suo malgrado, in un episodio spiacevole per “colpa” di James Brown che si appropriò di una sua canzone “The Sunset Of Your Love” incidendola con la sua etichetta di allora, la Polydor. In seguito Brown si scusò con Frank Bey per la “sottrazione”, ma i musicisti con i quali formava il gruppo lo accusarono di accordi segreti e sciolsero il gruppo. Amareggiato lasciò l’ambiente musicale per diciassette anni. Torna verso la fine degli anni novanta, ma ancora su “sentieri laterali profani”, prima di passare definitivamente in questo secolo sulla “via principale” dove il suo talento di interprete di una parte della musica nera viene risaltato una volta spostatosi in California, e trovando nel chitarrista Anthony Paule & Band dei validi musicisti in grado di supportarlo al meglio. L’esordio discografico nel nuovo assetto è di alto livello, tre dischi (di cui il primo è dal vivo, l’ottimo “You Don’t Know Nothing”) che raccolgono ovunque positive recensioni, aumentano i concerti, e divengono la presenza fissa per alcuni anni, a partire dal 2014, al Porretta Soul Festival. La sua discografia non è cospicua, i problemi di salute iniziano a manifestarsi frequentemente, ma dopo qualche anno torna ad incidere, con la produzione di Tom Hambridge, “Back In Business”. L’ultimo lavoro è uscito all’inizio di quest’anno “All My Dues Are Paid”, prodotto da Kid Andersen e Rick Estrin titolo che potrebbe essere interpretato come premonitore. Con i suoi dischi Frank Bey legava, con indiscutibile competenza, quei lunghi lacci fra la tradizione e una sobria contemporaneità.  

 

Matteo Bossi e Silvano Brambilla

INTERVISTA A FOLCO ORSELLI

Abbiamo incontrato Folco Orselli al Joh Barleycorn di Milano per l’organizzazione di uno degli appuntamenti del Dr Feelgood Beer & Talk Show, il format che veniva condotto da Maurizio Faulisi e trasmesso in streaming su Facebook prima del lockdown. La serata è trascorsa piacevolmente tra birre, risate e quel pizzico di ironia mista a metafisica, che ha fatto sentire tutti a proprio agio. E così è nata l’idea di questa intervista, per parlare del progetto Blues In Mi, il cui svolgimento, soprattutto per quanto riguarda gli eventi live, è inevitabilmente slittato. Ma ad incuriosirci erano le idee ed i progetti di Orselli, un musicista atipico, capocordata di un progetto atipico, portare la gente e la musica alle periferie di Milano, quando tutti invece puntano a Piazza Duomo.  Ecco cosa ci ha raccontato, pur mantenendo la social distance richiesta dalla situazione!

di Davide Grandi

Lucky Peterson 1964-2020

Terra Blues, New York, 2006 foto Renato Tonelli

Non è facile il destino dei bambini prodigio, nello sport come nelle arti, perché spesso la loro traiettoria di crescita subisce una pressione costante per confermare le aspettative degli exploit giovanili. E Lucky Peterson precoce lo è stato senza dubbio, visto che le sue prime incisioni risalgono, si può ben dire, all’infanzia. Anche perché è cresciuto in una famiglia in cui la musica era l’opzione principale, il padre, James Peterson era un musicista e gestore di un locale, il Governor’s Inn, frequentato da tanti musicisti, con i quali il figlio ebbe spesso modo di suonare. L’apprendistato di Lucky si completa prima con un periodo, ancora da adolescente,  nel gruppo di Little Milton, album di riferimento “Live At Westville Prison” (Delmark) ma anche i tour in Europa che portano a “The Blues is Alright” su Isabel. Poi per qualche anno passa al servizio di Bobby Bland, un altro artista di prima grandezza. Comincia a registrare attivamente sul finire degli anni Ottanta grazie all’associazione con l’etichetta della Florida King Snake le cui produzioni sono poi prese in carico dall’Alligator (Kenny Neal, Lazy Lester, Rufus Thomas). Peterson diviene insomma un sessionman molto richiesto e suona in decine di dischi, ad esempio di Big Daddy Kinsey, Carey Bell, Lonnie Shields, Jimmy Johsnon. Ci piace ricordarne le qualità di accompagnatore e organista in uno splendido disco di Mavis Staples realizzato nel 1996 in tributo a Mahalia Jackson, “Spirituals & Gospels” (Verve). Valido cantante, Lucky è ormai anche un chitarrista provetto, esuberante, non disdegna sconfinamenti in territori rock o funk, come testimoniano i suoi tanti concerti, anche nel nostro paese.