Summer Jamboree 2019

“The Blues Had A Baby And They Named It Rock And Roll” diceva un tale…. e chissà se quel personaggio lo pensava veramente o era solo un pretesto per un’altro dei suoi More »

Trasimeno Blues Festival 2019

Potremmo sottotitolarla l’edizione dei ritorni, quella che, come ogni anno, si è svolta nelle località del lago umbro, nella settimana a cavallo tra luglio e agosto e che ha riacceso i riflettori More »

Umbria Jazz 2019

Piccola premessa Inevitabile non trattare solo di blues nel nostro nuovo racconto di UJ, anche se quella madre alla quale tutte le musiche moderne debbono qualcosa si ripresenta puntuale ad ogni edizione, More »

Keb’ Mo’ – Black & Blue Festival

Anche quest’anno ai giardini estensi di Varese si tiene il “Black & Blue Festival”, appuntamento abituale giunto quasi al ventennale.  Il primo concerto è stato quello dell’artista losangelino, residente da alcuni anni More »

CHIARI BLUES FESTIVAL 2019

Una lunga domenica di musica, quella dello scorso 7 luglio, nel bel contesto del parco di villa Mazzotti, dal primo pomeriggio fino a mezzanotte circa. Tutto ben organizzato da Admr-Chiari, l’evento ha More »

Gary Clark Jr – Gardone Riviera

Due sole date in Italia per Gary Clark Jr, nell’ambito del tour europeo che fa seguito a “This Land”, uscito ad inizio anno. Il 24 giugno scorso eccolo allora fare tappa a More »

Torrita Blues Festival 2019

C’era una volta, in una ridente collina toscana…  Beh, si, ne siamo consapevoli!  Cominciare così il racconto di una favola è forse la cosa meno originale che si possa fare; ma dopo More »

Category Archives: Interviste

Spencer Bohren 1950-2019

Ripubblichiamo di seguito e integralmente l’intervista comparsa in origine nel n. 104 de Il Blues con una persona speciale, umanamente e musicalmente, Spencer Bohren.  Lasciando  in tal modo che sia lui stesso a rievocare  la sua storia musicale singolare. Possiamo solo essere grati di averlo conosciuto e inviare un pensiero alla moglie Marilyn, ai loro quattro figli e alla grande comunità di artisti di New Orleans.

Paul “Lil’ Buck” Sinegal 1944-2019

 

Lucerna Blues Festival 2015 – Foto di Marino Grandi

Per ricordare Sinegal, scomparso lo scorso 10 giugno, vi riproponiamo di seguito l’intervista apparsa in origine nel numero 83 de Il Blues. Classico musicista la cui bravura andava di pari passo con l’umiltà, impedendogli forse di raccogliere maggiori consensi come solista. Ma a lui andava bene così e riusciva sempre ad essere un valore aggiunto per l’artista che stava accompagnando, fosse un gigante come Chenier ai suoi tempi o più recentemente figure come i suoi amici Henry Gray e Major Handy. Protagonista  di tante session con i più bei nomi della musica di Louisiana e dintorni, il suo nome figura anche sul celebre “Graceland” di Paul Simon, ai tempi  in cui faceva parte della band di Rockin’ Dopsie. So Long, Lil’ Buck.

INTERVISTA LARKIN POE

Incontriamo le sorelle Rebecca e Megan Lovell poco prima della loro esibizione al Druso di Bergamo, quasi intrufolandoci di nascosto nella loro privacy del backstage, in realtà accompagnate dalla road manager che aveva appena finito di preparare il tavolo del merchandise e non smetteva di prendersi cura delle due star. Avevano appena finito di intrattenere gli acquirenti del VIP package, ovvero quel biglietto speciale che con una cifra ben superiore al normale prezzo di entrata permetteva di accedere in anticipo alla sala concerti, per assistere ad un paio di brano tra pochi intimi, salutare le Lovell, ricevere un poster firmato e pass dedicato, oltre a farsi fotografare accanto alle proprie beniamine. Su questo non c’è che dire, negli USA sono sempre un passo avanti, soprattutto da quando il supporto discografico è ormai diventato un guadagno quasi irrisorio e superfluo, le nuove idee come queste si sono rivelate vincenti e soprattutto fidelizzanti.

Quintus McCormick 1957-2019

Dopo l’improvvisa e dolorosa scomparsa di Mike Ledbetter, è giunta notizia di un altro decesso, quello del cantante e chitarrista Quintus McCormick, titolare di tre Cd per Delmark e visto qualche volta anche in Europa. Lo ricordiamo  attraverso le sue parole, riproponendovi cioè l’intervista apparsa sul n. 120 de Il Blues e realizzata nel 2011, quando era in cartellone al festival di Lucerna.

Intervista K-Rock

Radiocronaca

 

 

 

 

Di Matteo Gaccioli

O meglio: cronaca di una radio. Che in questo caso è la reggianissima K-Rock, emigrata in rete dopo trent’anni di onorata carriera in FM. Una realtà locale da sempre più vicina al rock che al blues, che molto ha significato per il territorio; la chiacchierata con i fondatori Fausto Sassi e Bruno Bocedi offre più di una riflessione sulla musica, la nostra compresa. Sui nuovi modi di divulgarla e consumarla. E spuntano affinità…

 

Intervista A Gabriel Delta

INTRODUZIONE

Abbiamo incontrato Gabriel Delta ad Alessandria, la città dove vive ed insegna musica, in particolare il blues, con l’Associazione Culturale Alba. Gabriel, originario dell’Argentina, ma in Italia dal 2003, porta con sé il calore delle popolazioni latine e la calma del sud del mondo, e nel freddo del Piemonte, che come altre regioni del nord Italia è un posto dove le persone fanno fatica ad aprire il cuore all’arte, porta avanti la sua battaglia per abbattere i confini, non solo quelli musicali. Il suo ultimo disco, Hobo, accompagnato da un video di lancio a tema, non è, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, solo un elogio degli emarginati, quanto piuttosto un voler sottolineare l’importanza di chi viaggia e prova nuove esperienze, alla ricerca forse proprio di se stesso. Lo spettacolo teatrale che ne è nato richiama addirittura l’Ulisse, ma senza allontanarci troppo dal mondo del blues, lo abbiamo incontrato per fare quattro chiacchiere.

Robert “Bilbo” Walker – Intervista

Dai Soul Stirrers a Chuck Berry, da Clarksdale a Chicago e molto altro

di Matteo Bossi

Per ricordare nel modo più adeguato Robert “Bilbo” Walker, scomparso all’età di 80 anni, lo scorso 29 novembre, ci è parso sensato ricorrere alle sue stesse parole, ripubblicando integralmente l’intervista apparsa nel nostro numero 107.

Robert “Bilbo” Walker è davvero un personaggio particolare, sul palco sprigiona energia, lanciandosi con disinvoltura, dove l’istinto lo porta, divertendo il pubblico e divertendosi lui stesso. Mississippiano d’origine, ha viaggiato e vissuto in molti luoghi, suonando con numerosi musicisti, tra lo stato natale, Chicago e la California. Mancava dalle scene italiane da dieci anni,  suonò infatti al Delta Blues di  Rovigo nell’estate del 1998, ma nel luglio 2008 è stato il protagonista principale dell’ultimo week-end del Rootsway Festival.  Dopo il suo breve  soundcheck Robert, sempre impeccabilmente vestito, ha accettato volentieri di raccontarsi.

Stephanie Ghizzoni – Intervista

IL FAVOLOSO MONDO DI STEPHANIE, FRA MUSICA, COLORI, TELE e PENNELLI di Silvano Brambilla

 

Non si può rimanere indifferenti quando ci si imbatte in Stephanie Ghizzoni. E’ un personaggio singolare, una sorta di Marie Laveau senza (?) poteri magici, ma comunque ammaliante. Ha due occhi grandi e uno sguardo trasparente ed espressivo, dove non si fatica ad intravedere la bontà e la sensibilità che albergano nel profondo della sua anima e la passione per quello che fa, divisa fra le sonorità di New Orleans e personali tocchi di pennello su tela. Nel tempo abbiamo seguito la sua costante crescita, artisticamente parlando, e oggi una chiacchierata con lei ci sembrava d’obbligo per conoscerla più da vicino.

La tua attenzione è nata prima per la pittura o per la musica? E’ nata prima per la pittura. Ho sempre dipinto fin da bambina. Ho fatto degli studi specifici frequentando il liceo artistico, dopodiché mi sono iscritta alla Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. Perciò sì, la pittura. Poi, circa nel 1997, è nata la passione per il blues mentre frequentavo il primo anno a Brera, grazie ad un personaggio molto noto della scena blues italiana, Giancarlo Trenti della Slang Music. Essendo della stessa città, sono capitata casualmente ad un concerto di Gospel in una chiesa durante il periodo natalizio, di Robin Brown & The Triumphant Delegation, dove non ho fatto altro che piangere dall’inizio alla fine. Lì è cominciato tutto, perché dopo il concerto sono andata dall’organizzatore, il suddetto Trenti a chiedere se ci fossero in programma altri concerti. Chiacchierando con lui ha notato la mia intraprendenza e, a suo dire, un bell’aspetto, e mi ha chiesto perché non faccio la presentatrice ai suoi concerti e al Nave Blues Festival. Ho colto l’occasione al volo e ho iniziato a conoscere un sacco di gente, da Andy J. Forest, a Marva Wright, da Charlie Musselwhite a Robben Ford, ecc. Appassionatami alla musica, ho iniziato anche a cantare e sempre Trenti chiedeva ai gruppi di chiamarmi sul palco.

Cosa trovi nella pittura che non c’è nella musica e viceversa? Sono due lati di me che corrono in parallelo, ma in contrasto. Mi spiego meglio. La pittura è un’arte assolutamente individualistica, intima, solitaria. A parte qualche volta dove sono stata invitata a dipingere durante un concerto, dove è stato emozionate ma allo stesso tempo mi ha messo un po’ a disagio, perché è una cosa che solitamente faccio nella mia stanza, da sola e spesso in silenzio, dunque senza neanche la musica. Poi c’è l’altra parte di me che ha bisogno dell’energia del pubblico e dell’approvazione istantanea. Per riassumere, diciamo che la musica libera quella parte della mia anima estroversa e con la voglia di condividere, mentre la pittura è la parte più intima.

Da un tuo dipinto hai poi tratto ispirazione per una canzone, musica e testo, e da una canzone hai poi tratto ispirazione per un dipinto? In realtà no. Voglio essere sincera, credo di essere “esplosa” nella musica come cantautrice, scrivendo testi prima per gli Alligator Nail ed ora per Bayou Moonshiners (…)  [continua a leggere nel n° 140– settembre 2017]

Derek Trucks – Intervista

Tedeschi Trucks BandOne Big Family di Matteo Bossi

i sono gruppi che vanno visti dal vivo per comprenderne davvero la portata, la Tedeschi Trucks è uno di essi. Si sono costruiti un seguito fedele alla vecchia maniera, macinando cioè concerti su concerti negli ultimi sei anni, espandendo un repertorio molto vasto, basato sì sui loro tre dischi in studio, ma allargato a cover rese proprie, da classici blues, soul e gospel, a canzoni di Sly Stone, Derek & The Dominos, Dylan, Cohen, Miles Davis o il Joe Cocker di Mad Dogs & Englishmen. L’uscita del loro “Live From The Fox Oakland” ci ha fornito l’occasione di parlare con Derek Trucks, che del gruppo è insieme capocordata e fuoriclasse a tutto campo. Derek non solo comunica una simpatia e gentilezza pari solo alla sua bravura, ma è un artista dallo sguardo etico e profondamente appassionato verso l’universo musicale tout court, cosa che lo rende, ancor di più, a sé stante

“Birmingham” George Conner – Intervista

Al capezzale del maestro. Aliceville, Alabama   di Francesca Mereu

Siamo nella Black Belt, a 16 miglia di distanza da Old Memphis, il paesino di poche anime dove viveva Willie King e questo è il luogo che gli amici di Willie hanno scelto per continuare il suo Freedom Creek Festival dopo la sua morte. L’Activity Center è una costruzione di legno circondata da immense distese di campi verdi, incorniciati quel giorno da un cielo così azzurro come solo quello dell’Alabama sa essere. Trattori e pick-up vintage adornano i campi e creano un’atmosfera sospesa tra passato e presente. È iniziata la musica e abbiamo capito perché Willie King non aveva voluto lasciare questa terra fertile, ma povera e piena di contraddizioni: c’è qualcosa in questa parte d’America che rende i blues più potenti e densi d’emozioni. I musicisti ― molti del posto e alcuni venuti da Birmingham ― si sono ritrovati per raccogliere fondi in aiuto di “Birmingham” George Conner, autore di pezzi che hanno fatto la storia del blues e un maestro che ha insegnato a tanti a suonare questo genere musicale (Willie King incluso). «George è sempre stato generoso ha insegnato quello che sapeva. I suoi amici non hanno dimenticato e in questo momento di bisogno sono venuti ad aiutarlo» ci spiega Johnnie Conner Binion, la sorella minore di “Birmingham” George. [continua a leggere nel n° 137 – Dicembre 2016]