Il Blue Note di Milano è uno di quei locali dove ritorniamo sempre volentieri, data la qualità sempre altissima dei musicisti che si esibiscono: l’ultima occasione si è presentata con Ana Popovic, che abbiamo ritrovato proprio là dopo poco più di un anno. Nel frattempo, lei ha pubblicato “Dance to The Rhythm”, che ci è stato ampiamente proposto insieme ai brani del precedente “Power”: il concerto si è aperto proprio con alcune tracce da quest’album, la trascinante “Rise Up”, caratterizzata dall’ottimo assolo del trombettista Davide Ghidoni, ormai sempre seguita da “Power Over Me”, nella quale emerge anche il sax di Claudio Giovagnoli. Ana ci aveva raccontato che ama molto “Queen of The Pack”, che vuole essere una sorta di invito o di incoraggiamento affinché tutte le donne sappiano valorizzare le loro capacità: dopo questa ci offre la pregevole “Strong Taste”, dove usa la slide con grande perizia.

Ana Popovic – Blue Note – Foto Luca Zaninello
Con l’eccellente interpretazione di “Fifty Ways to Leave Your Lover” di Paul Simon, Ana passa al suo ultimo lavoro, che viene di seguito celebrato con “California Chase”, che stavolta vede protagonista Michele Papadia, il tastierista che da oltre 20 anni accompagna Ana nei suoi tour europei. L’affiatamento con la band è pressoché perfetto: alla potente sezione fiati italiana si affianca la solida ritmica americana col bassista Corey “Buthel” Burns e il batterista Jeremy Thomas; stavolta la formazione vede la presenza della seconda voce di Skyler Jordan, tutt’altro che una comprimaria, come ha fatto emergere in un paio di interventi. Ancora una volta apprezziamo la tecnica sopraffina della chitarrista di Belgrado: visto che ci troviamo a distanza ravvicinata osserviamo l’incredibile impostazione della mano destra, che sicuramente la facilita nella fluidità dei suoi assoli. In “Workes Up” ci gustiamo l’effetto del wha wha cha Ana usa molto volentieri, prima di passare allo splendido “Dwell on the Feeling”, uno slow caratterizzato da un altro lungo assolo magistrale.
Ana non può tralasciare un accenno alla preoccupante situazione mondiale, sottolineando come la musica abbia quell’incredibile potere di unire tutte le persone: lo proclama con “Sister and Brothers” e lo ribadisce nell’atmosfera festosa e brillante di “Sho Nuf”. La conclusione è lasciata alla coinvolgente “Dance to The Rhythm”, in una spettacolare jam finale che conferma la band della Popovic come uno dei migliori live act di questi anni.
Luca Zaninello









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