Questo dovrebbe essere, a occhio e croce, il diciassettesimo album di Big Daddy Wilson, escludendo opere in comune con altri artisti. Una discografia ricca per il sessantaseienne della North Carolina che però è un prodotto quasi tutto europeo visto che ha abbandonato gli Stati Uniti nei primi anni ottanta del secolo scorso, con l’esercito americano stanziato in Germania.
Non è l’unico ad aver fatto questo percorso, basti pensare a Eb Davis, ma anche a una sfilza di grandi nomi del passato, Champion Jack Dupree, Louisiana Red, Eddie Boyd, Luther Allison che seppur senza stellette, preferirono il suolo della vecchia e onusta Europa alla terra di tutte le opportunità. Ognuno ha il suo destino. Quello di Big Daddy sembra, ora come ora, brillante, con l’aiuto di amici talentuosi come Eric Bibb, Hans Theessink, Steve Baker. Anche i musicisti di supporto sono di notevole esperienza e in grande spolvero come gli Italiani Nolli, Legramandi e Taccori ossia i Goosebumps Bros, una certezza. Big Daddy Wilson fa un Country Blues molto personale, un po’ nella scia di Eric Bibb, con un sound che ricorda J.J. Cale.
Quindi atmosfere pacate, molta slide, la voce assertiva di Wilson in primo piano, che non cambiano nemmeno quando cambiano i musicisti visto che agl’Italiani sopracitati si alternano musicisti tedeschi e, in un caso, inglesi. Quattordici canzoni si snodano fresche ma uguali, con due picchi, “My Imagination” di Bill Withers, accompagnato dal pianista Bartek Szopinksi e “I Want Jesus To Walk With Me” con Eric Bibb. Buona anche “Way Down South” con l’armonica dell’asso inglese Steve Baker, assiduo frequentatore del suolo tedesco. Resiste bene, con un riff accattivante, “Trying To Find my Way Home” abbellita dalla chitarra di Lars Kutschke. Concludendo, un album ispirato alla massima serenita’ anche strumentale, lontano dai toni dominanti del Chicago Blues o del Texas Blues, per non parlare di Soul e Soul Blues.
Luca Lupoli









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