Joanna Shaw Taylor Legend Club

Lo scorso 10 febbraio il tour dell’artista inglese di nascita ma residente da tempo in America, prima a Detroit e poi a Nashville, ha toccato anche l’Italia, con una tappa milanese al Legend Club. Joanne Shaw Taylor si muove nel perimetro rock blues, senza disdegnare altri territori più o meno confinanti, sostenuta da un quartetto di musicisti compatti, Katelynn Corll alla batteria e Christopher Alexander al basso, Shane Sanders alla seconda chitarra e Ty Bailie alle tastiere.

L’inizio è a spron battuto, con “In The Mood”, per poi darle seguito con un paio di cose dal suo album più recente, “Black & Gold”, prodotto, come diversi altri da una decina d’anni a questa parte, da Kevin Shirley. Oltretutto dal 2020 i suoi dischi sono usciti per le etichette create da un altro artista abituato a lavorare con il medesimo produttore, ossia Joe Bonamassa. Questi, assieme all’amico Josh Smith, era coinvolto in prima persona nella realizzazione di “The Blues Album” (2021) della Shaw Taylor che ne ha rilanciato la carriera.

Joanna Shaw Taylor - Legend Club - Foto di Matteo Bossi

Joanna Shaw Taylor – Legend Club – Foto di Matteo Bossi

E proprio da qui, stasera estrae la cover, ben eseguita, di un pezzo dei Fabulous Thunderbirds, “Two Time My Lovin’”, specificando di non essere d’accordo sul messaggio, “se qualcuno vi tradisce, mollatelo”, dice, “prendetevi un cane come ho fatto io!”. Il quartetto la segue con una certa energia seppur con finali a volte imperfetti, ma è sempre la chitarra al centro e quando si prende il suo spazio dimostra di saperci fare, con più sostanza che effetti.

Ci sembra abbia  qualcosa in comune con altre colleghe più o meno della stessa generazione, che  hanno assimilato il linguaggio del blues e attraverso la loro produzione cercano di farlo proprio, allargando ad altre influenze. Pensiamo a Samantha Fish (vista su questo stesso palco nel 2019), Dani Wilde, Ana Popovic, Erja Lyytinen o la friulana Eliana Cargnelutti. Come se non bastasse, tutte loro hanno registrato  per la tedesca Ruf in momenti diversi. Il concerto prosegue con un momento particolarmente sentito, “Greyer Shade Of Blue”, un suo brano su una amicizia finita improvvisamente e  niente male l’arrangiamento rallentato della classica “Summertime”, con riferimento ad Ella Fitzgerald; un brano che non era convinta di interpretare ma lo ha inciso su consiglio di Kevin Shirley e ora ha preso gusto a suonare dal vivo.

Joanna Shaw Taylor - per gentile concessione Barley Arts

Joanna Shaw Taylor – per gentile concessione Barley Arts

Il finale del set prevede in sequenza la spedita “Black Magic” e un pezzo altrettanto robusto, costruito su un riff  insistito e un lungo spazio per l’assolo,  “Watch ‘Em Burn”, tratto da uno dei suoi primi dischi “White Sugar”. Il pubblico la richiama sul palco e lei saluta e ringrazia eseguendo la più orecchiabile “Change Of Heart”, condita da altri passaggi che hanno, con tutta probabilità,  soddisfatto i tanti appassionati di chitarra presenti.

Matteo Bossi

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