Sean “Mack” McDonald è nato ad Augusta il 26 luglio 2001 nello Stato della Georgia, la città che ha visto nascere l’illustre James Brown. I suoi mentori sono numerosi, come Ray Charles, che ha scoperto da bambino in un film. Tra gli altri, possiamo citare James Brown, ma anche Screamin’ Jay Hawkins, B.B. King, T-Bone Walker, Johnny Guitar Watson, Chuck Berry, Muddy Waters. Deve le sue influenze jazzistiche a Duke Ellington e Count Basie, senza senza dimenticare la sua vena gospel che ha accompagnato tutta la sua infanzia.
Sean racconta di essere stato imprssionato sentendo il pastore tenere il suo sermone e cantare tra una frase e l’altra, declamando: «And the Lord says! Everybody wants to know…». Il suo modo di cantare deriva probabilmente da ciò che ascoltava la domenica in chiesa. Il suo primo album Have Mercy!, che può essere scaricato o acquistato in formato CD, è stato pubblicato dalla Little Village Foundation, la giovane etichetta discografica scopritrice di talenti. Ricordate bene questo nome: Sean “Mack” McDonald, neolaureato alla Middle Tennessee University (laurea in produzione audio), si impone fin dal suo primo lavoro come uno dei leader della nuova generazione della scena blues statunitense. “Mack” ha già acquisito una maturità sorprendente e possiede tutti i codici del mestiere, cosa abbastanza rara e meritevole di essere segnalata.
Fin dall’inizio di questo CD, questo giovane ventiquattrenne inonda la scena con il suo talento magnetico e dimostra di essere un cantante/chitarrista dinamico, con un approccio moderno e una sensibilità old school, che lo rendono un vero fenomeno, che sta rapidamente scalando le vette della notorietà. McDonald possiede infatti una possente voce tenorile, calda e soave, con una gamma sorprendentemente ampia. Il suo modo di suonare brillante illumina la scena. Al confine tra diversi stili, sa fondere con brio tradizione e modernità. Il suo repertorio enciclopedico si ispira al blues classico e a quello moderno, con in più una voce ricca di soul e venata di gospel.
Nella sua interpretazione si riconoscono senza difficoltà il grande Howard Carroll dei Dixie Hummingbirds, lo swing del grande Bill Jennings e, non da ultimo, il trittico dei compianti King, B.B. Albert e Freddie. Registrato a San Jose (California) allo studio Greaseland e coprodotto da Kid Andersen, Sean McDonald firma un disco XXL. Il gruppo che lo accompagna è composto da una pletora di star con alcuni ospiti a sorpresa. Kid è alla seconda chitarra con il batterista June Core, il brillante tastierista Jim Pugh e i sassofonisti Eric Spaulding e Jack Sanford, con D’Quantae “Q” Johnson (Snoop Dog, Raphael Saadiq) al basso. I Morgan Brothers – ex Sons of the Soul Revivers – e Marcel Smith aggiungono un tocco gospel ai cori, mentre il trombonista Mike Rinta e la cantante Lisa Leuschner-Andersen danno il loro contributo.
Con quattro brani originali e cinque cover, l’album ha tutto ciò che serve per soddisfare anche i più esigenti. McDonald ci delizia con “That’s All I Need” di Ike Turner ed eccelle nell’immensa “Rocking In The Same Old Boat” di Bobby Bland con una voce magica e una sezione di fiati imponente. Anche le sue composizioni originali sono splendide: come in “Killing Me”, dal tempo medio-veloce, in cui Sean McDonald offre una versione dal groove magnetico, circondato da una band affiatata e in perfetta sintonia, da cui spicca il tastierista Jim Pugh (Hammond B3).
Lo swing che traspare dal brano strumentale “Shuffleboard Swing” è travolgente, con una chitarra dal fraseggio fluido che vale la pena ascoltare. Da citare anche il classico e profondo gospel “Don’t Let The Devil Ride”, che mette in risalto la notevole estensione della sua voce senza tempo. Have Mercy! è l’inizio di una carriera molto promettente. Indispensabile.
Philippe Prétet









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