Il Blues n.153 Dicembre 2020

            In questo numero: Bobby Rush George Thorogood Roberto Luti George Floyd John Nemeth Bobby Solo Living Blues Elli De Mon Recensioni Italiane ed Estere .. e More »

LEADBELLY, IL GRANDE ROMANZO DI UN RE DEL BLUES

LEADBELLY, IL GRANDE ROMANZO DI UN RE DEL BLUES

“Leadbelly. Il grande romanzo di un re del blues” di Edmond G. Addeo e Richard M. Garvin esce nella collana Black Prometheus della Shake Edizioni (300 pagine, 17 euro, traduzione di Giancarlo More »

Soundtracks Jazz and Blues Festival

Il forte rischio di far parte dell’elenco “rinviato per la drammatica situazione mondiale in corso”, era opprimente anche per lo storico Festival (quindici edizioni), dalla conformazione itinerante fra alcuni comuni dell’alto milanese. More »

Il Blues n.152 Settembre 2020

            In questo numero: Amiri Baraka Harmonica Shah Yazoo Records Benny Turner Jim Morrison Scott Ellison Eddie Shaw Recensioni Italiane ed Estere .. e tanto altro!! Per More »

INTERVISTA SUPERDOWNHOME

Introduzione Hanno aperto i concerti di tutti i mostri sacri del blues e non solo, sono andati a Memphis per l’International Blues Challenge, guadagnandosi pure un invito al Cigar Box Festival di More »

Dal Mississippi Al Po 2020

La XVI edizione del festival Dal Mississippi Al Po si è aperta il 27 agosto con una line up d’eccezione: Roberto Luti & Angelo Leadbelly Rossi seguiti da Gnola Blues Band feat. More »

Trasimeno Blues Festival 2020

La musica come medicinale; viatico per ogni tipo di trattamento, sia si tratti di malessere psicofisico o semplicemente spirituale, ed in un contesto difficile e inusuale come quello che stiamo vivendo il More »

Tag Archives: Helena

Sunflower River Blues and Gospel Festival

Scoprendo il Mississippi col Reverendo  di Federico “Cannonball” Albertoni

Le ultime note di un possente assolo di Christone ‘Kingfish’ Ingram vengono interrotte dal suono che segnala l’arrivo di un’e-mail. Il mittente, Eddie, mi comunica che avremmo dovuto incontrarci prima del 7 agosto perché quel giorno sarebbe partito per il Mississippi con il Reverendo. Senza rifletterci troppo gli rispondo “Posso venire anche io?”. È quel genere di decisione impulsiva di cui troppo spesso si ha paura, ma ora non potrei essere più felice di aver scritto quelle quattro fatidiche parole.  Evito di raccontare l’inizio sfortunato del nostro viaggio, quello in cui tutti i voli per Memphis (e decine di altre località) che partono dall’aeroporto di New York LaGuardia sono annullati, quello in cui non si trova una camera d’albergo nel raggio di 50 chilometri, quello in cui si passa la notte a ‘dormire’ (si fa per dire) tristemente appoggiati ad un tavolino del bar dell’aeroporto. Arriviamo a Memphis, si sale in macchina e si imbocca l’autostrada del blues, la leggendaria Highway 61. Dal Tennessee siamo in pochissimo tempo al cospetto del cartello “Welcome to Mississippi – Birthplace of America’s Music”. La sosta è obbligata per una foto e per assaporare il momento, per rendersi conto che si è entrati in una terra speciale, quasi sacra per noi amanti del blues.

T-Model Ford

Quei disturbi cardiaci, che però non gli hanno impedito di esibirsi ad Helena, Arkansas, durante la scorsa edizione del King Biscuit Festival, questa volta l’hanno avuta vinta sulla sua tempra d’acciaio. T-Model Ford, all’anagrafe James Lewis Carter, si è spento nella sua casa di Greenville, Mississippi, lo scorso 16 luglio all’età di 93 anni. Cantante e chitarrista anarchico, libero di suonare come voleva, fù il simbolo di quel blues mississippiano elettrificato che, nato in quei juke joint che qualcuno potrebbe definire di bassa lega ma in cui si mescolavano le radici con la rabbia dell’oggi, si basava essenzialmente sul rapporto a due che James aveva instaurato con il suo batterista Spam. Ciò che dispiace profondamente è che di questo portatore di un blues teso e tagliente, che aveva finito per fare di lui un simbolo e che avuto nel solo Paul “Wine” Jones un portavoce degno, sembra che nessuno sia in grado di raccoglierne l’eredità. Il tutto, tristemente, al di là del fatto che sia Jones che Spam lo abbiano preceduto nel lungo viaggio.

 

Marino Grandi