Soundtracks Jazz and Blues Festival

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Il Blues n.152 Settembre 2020

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INTERVISTA SUPERDOWNHOME

Introduzione Hanno aperto i concerti di tutti i mostri sacri del blues e non solo, sono andati a Memphis per l’International Blues Challenge, guadagnandosi pure un invito al Cigar Box Festival di More »

Dal Mississippi Al Po 2020

La XVI edizione del festival Dal Mississippi Al Po si è aperta il 27 agosto con una line up d’eccezione: Roberto Luti & Angelo Leadbelly Rossi seguiti da Gnola Blues Band feat. More »

Trasimeno Blues Festival 2020

La musica come medicinale; viatico per ogni tipo di trattamento, sia si tratti di malessere psicofisico o semplicemente spirituale, ed in un contesto difficile e inusuale come quello che stiamo vivendo il More »

TORRITA BLUES 2020

Never give up! Quest’anno il Torrita Blues Festival lo vogliamo sottotitolare così. Non è il solito evento e non può essere diversamente visto le innumerevoli restrizioni dovute al covid, ma proprio per More »

Il Blues n.151 Giugno 2020

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Tag Archives: King Biscuit Festival

CeDell Davis 1926 – 2017

Foto di Marino Grandi

Aveva quasi 70 anni quando, nel 1995 e per merito della passione di Stefano Marise, CeDell Davis approdava nel nostro Paese per esibirsi al Delta Blues Festival di Rovigo. Nel frattempo da parte nostra lo avevamo già apprezzato discograficamente, più che altro non tanto per le sue prime tracce degli anni Ottanta pubblicate su LP antologici, quanto per i due CD editati a suo nome dalla quasi neonata ma già esplosiva Fat Possum. Il perché riteniamo ancora oggi indimenticabile l’evento di quella ormai lontana estate, lo troverete nel seguito. Infatti, come lui stesso ci disse «Dicono che la mia chitarra è stonata, scordata, fuori tono e tutto il resto…», il vederlo alle prese con il suo stile anarchico e quel coltello impugnato con la lama e la cui impugnatura invece veniva usato nelle veci del bottleneck classico per scorrere lungo il manico della chitarra, ci lasciò senza fiato. Ne usciva così un suono grezzo che non lasciava spazi inutili, ma che ti penetrava nell’anima quale espressione di un blues essenziale in grado di percorrerti da capo a piedi. E se da questa fonte sonora emozionale, aggiungiamo la forza di CeDell Davis che seppe convivere con gli effetti tragici della poliomielite che lo colpì all’età di 10 anni privandolo della deambulazione e deformandogli gli arti superiori mani incluse, non potemmo che rimanere in silenzio ad ascoltare la sua voce come ci narrava il “suo” blues. La stessa emozione, se non di più, la vivemmo nel 2003 quando al King Biscuit Festival di Helena, assecondato dall’eclettico Jimbo Mathus, diede vita (e chi se non lui poteva dare più senso a questa parola) ad un concerto che odorava di altro mondo. Nonostante i nuovi problemi che lo afflissero da allora in poi, Davis continuò ad essere se stesso, pur limitando sia le esibizioni che l’uso della chitarra, ma ritagliandosi sempre la voce per raccontare quelle nuove storie che ogni giorno gli facevano compagnia.

«Non è rimasto più nessuno dei rural delta blues players» (CeDell Davis, Clarksdale, Juke Joint Festival 2015). Adesso sì. CeDell Davis ci ha lasciati il 27 settembre 2017 a Hot Springs, Arkansas.

 

 

Marino Grandi   

T-Model Ford

Quei disturbi cardiaci, che però non gli hanno impedito di esibirsi ad Helena, Arkansas, durante la scorsa edizione del King Biscuit Festival, questa volta l’hanno avuta vinta sulla sua tempra d’acciaio. T-Model Ford, all’anagrafe James Lewis Carter, si è spento nella sua casa di Greenville, Mississippi, lo scorso 16 luglio all’età di 93 anni. Cantante e chitarrista anarchico, libero di suonare come voleva, fù il simbolo di quel blues mississippiano elettrificato che, nato in quei juke joint che qualcuno potrebbe definire di bassa lega ma in cui si mescolavano le radici con la rabbia dell’oggi, si basava essenzialmente sul rapporto a due che James aveva instaurato con il suo batterista Spam. Ciò che dispiace profondamente è che di questo portatore di un blues teso e tagliente, che aveva finito per fare di lui un simbolo e che avuto nel solo Paul “Wine” Jones un portavoce degno, sembra che nessuno sia in grado di raccoglierne l’eredità. Il tutto, tristemente, al di là del fatto che sia Jones che Spam lo abbiano preceduto nel lungo viaggio.

 

Marino Grandi