CLARKSDALE Juke Joint Festival

Musica Ovunque di Pio Rossi e  Francesca Mereu

Un visitatore che capiti a Clarksdale, Mississippi, in un normale giorno feriale si troverebbe in una tipica sonnacchiosa cittadina della regione del Delta. Le poche strade deserte, circondate da edifici bassi e malmessi, danno l’impressione che il tempo si sia fermato e si potrebbe credere che i pochi abitanti siano da qualche parte, immobili, bloccati nel gesto delle loro attività giornaliere come nel gioco delle belle statuine. Per la verità non mi dispiacciono affatto queste atmosfere inerti, quasi apatiche, ma con gli amici Nuccio, Costa e Philippe, abbiamo deciso fosse una buona occasione per vedere qualcosa di diverso nel Delta, magari più animato delle limacciose acque del grande fiume, e di partecipare in veste di turisti al Juke Joint Festival, tre giorni (quest’anno dal 20 al 23 aprile) di Blues, Blues e Blues.L’abbiamo presa un po’ alla lontana. Siamo prima atterrati a New Orleans, rimanendovi un paio di giorni, dandoci alle libagioni e alla musica che nella Big Easy, dagli angoli delle strade e dentro gli innumerevoli locali del quartiere francese, scandisce le ore della giornata fin dal mattino. Poi, passando per Crystal Spring sulle tracce di Tommy Johnson e Ishman Bracey, siamo entrati a Jackson, la capitale del Mississippi, per dare un’occhiata ai resti di Farish Street, da anni in attesa del rilancio urbanistico, e all’Edwards Hotel (ora Hilton Garden Hill) che negli anni ’30 è stata la sede delle leggendarie registrazioni di Bo Carter, Mississippi Sheiks, Robert Wilkins e molti altri per le etichette OKeh e ARC. [continua a leggere nel n° 139 – Giugno 2017]