Eva Carboni - The Blues Archives

Se si considerasse la ancora breve carriera internazionale di Eva Carboni, si potrebbe pensare che una raccolta arrivi troppo presto: ma “The Blues Archives” dimostra subito che non è così. Più che un punto d’arrivo, rappresenta un ritratto a tutto tondo di una cantante in costante evoluzione, capace di scavare a fondo nelle radici del blues e restituirne la linfa vitale con una voce che sa essere al tempo stesso calda, abrasiva e intensamente emotiva. Undici brani, tra inediti, deep cut e remix, trovano qui una sorprendente coerenza, sostenuti da una band che include collaboratori fidati come Andy Littlewood (produttore, chitarre, tastiere, basso), Pete Nelson (batteria), Andreas Linsdell (chitarre) e la presenza puntuale della chitarra di Mick Simpson.

L’apertura è affidata a “Someone Else’s Life”, uno slow blues già uscito come singolo, che mette subito in evidenza l’abilità di Eva nel colorare ogni frase con sfumature personali, senza mai scivolare nell’imitazione; “Turning My Back On The Blues” porta invece l’ascoltatore in un club fumoso a tarda notte, circondato da atmosfere sensuali, un groove avvolgente e una voce che cattura. Il contrasto con la successiva “Bad Blood” è netto, poiché qui il suono si fa ruvido, diretto, quasi sporco, dimostrando l’ampiezza della tavolozza stilistica della cantante nata a Sassari.

La meravigliosa “Love Me Tonight” è un altro lento da brividi, mentre in “Something’s Gotta Give” affiora un’anima più soul/jazz, quasi una traccia radiofonica: di rilievo è senz’altro “Unfinished Business”, caratterizzata dal tappeto di tastiere e impreziosita da un assolo particolarmente ispirato di Mick Simpson, come pure la rilassata “River of Life”, che mostrano un lato più riflessivo, con arrangiamenti che lasciano spazio a ogni respiro della voce.

Dopo ballad come “Goin’ Back Home” e “Magic”, la conclusione sulla stessa falsariga è data da “Wrong Turn”, segnata nuovamente dalla chitarra di Simpson, come a sigillare un percorso coerente e appassionato. L’energia che attraversa questo lavoro non è certo quella di una antologia, ma il racconto di un cammino artistico già ricco di sfumature: Eva Carboni è sicuramente una delle voci di maggior rilievo nel panorama contemporaneo, con il suo mix personale di blues, rock e jazz che, senza mai perdere le radici, guarda avanti con sicurezza.

Luca Zaninello

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