Bombino Bologna 2018

In occasione dell’uscita di “Deran”, Bombino ritorna a Bologna, nella piacevole cornice del parco del Cavaticcio, al   Biografilm Festival, appuntamento ormai consolidato nell’estate bolognese. La presenza sul palco non si fa attendere: l’artista touareg inizia il proprio live con dei brani tratti dalla sua ultima fatica in studio, trascinando immediatamente il pubblico, sicuramente ricettivo, probabilmente anche grazie alle precedenti venute in città del musicista.

Artista di grande pudore, Bombino instaura un contatto col pubblico istantaneamente, con maniere gentili e quasi timide, ma empatiche, accennando passi di danza e sorridendo senza mai alzare lo sguardo alla platea.Le musiche di “Deran”, (lavoro importantissimo perchè segna un ritorno all’Africa, fisico e simbolico) si dipanano interamente nei loro ritmi cadenzati, ma lasciano spazio anche pezzi ormai classici nella produzione del musicista nigerino, e alla consolidata formula di psych- blues infuocato e danzereccio. E sicuramente è riduttiva per questo artista la definizione di “nuovo Jimi Hendrix africano”, col quale viene spesso pubblicizzato, la quale toglie a Hendrix ma anche a Bombino stesso; musicista di respiro amplissimo, incarna alla perfezione la definizione di world music: l’antico blues del Sahara si contamina con il rock, il reggae, la popular music, per dare vita a un linguaggio meticcio che trascende i confini, e mischia felicemente le carte in tavola.Ai presenti non resta che abbandonarsi alla grande festa tuareg, e alle cadenze  torride di Goumar Amoctar e band. Dopo oltre un’ora di musica, il pubblico si appresta a salutare il musicista di Agadez, ma è un saluto solo momentaneo: al bis, ritorna sul palco da solo, per poi essere riaccompagnato dal resto della band, regalando nuovamente dei momenti di pura gioia e spirituale corporeità. E’ giunto il momento di congedarsi: ancora una volta Bombino ha confermato l’efficacia e la grandezza del proprio messaggio musicale, Bologna riconoscente attende il suo prossimo ritorno.

 

 

Lorenzo Tuccio