VINTAGE TROUBLE

Si è fatta attendere, ma alla fine la tappa italiana dei Vintage Trouble è arrivata il 2 dicembre 2015. Prima volta al netto di tour da supporter, il Bloom esaurisce la capienza disponibile. La scaletta è all’insegna del crescendo e la serata parte morbida con “Soul Serenity”, o meglio, parte azzoppata perché il brano dalle atmosfere soul e acustiche se ne va tra microfono muto, cavi che fanno le bizze, roadies indaffarati e ondate di fischi dal pubblico.

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Foto di Matteo Gaccioli

La rivolta dell’impianto audio viene domata (abbastanza) in fretta e con “Nancy Lee” i VT sono a regime. Ty prende la parola, a metà tra il sognante e il malinconico accenna alla soleggiata L.A….nessuno lo biasima, la nebbia che stasera avvolge Mezzago impedisce perfino di rintracciarsi il contenuto delle mutande. Ma è chiaro che lo spunto occorre solo ad introdurre “Angel City, California”, che arriva puntuale ed alza la temperatura di buoni 15°. Il concerto si stacca da terra e questo non è più un live club ma è un corpo unico di ballo; ogni episodio è buono, tanto che dall’ascolto su CD mi rimprovero di avere squalificato brani come “Doin’ What You Were Doin’”, o “My Heart Won’t Fall Again”, che arriverà più avanti nella serata. I VT suonano compatti ed energici, riproducono a dovere le sensazioni dei due album “The Bomb Shelter Sessions” e più ancora di “1 Hopeful Rd”. Nalle Colt (chitarra) Richard Danielson (batteria) e Rick Barrio Dill (basso) non sono schizzinosi, non giocano al risparmio, buttano dentro ogni watt e goccia di sudore disponibile, lasciano tutto lo spazio che serve a Ty Taylor, unico e vero solista. Spazio che Ty si prende con pieno merito: ammutolisce la platea con l’esecuzione di “Another Man’s Words”, dolce e malinconica, uno dei momenti più belli della serata; con le successive “Run Like The River” e “Strike Your Light” è in mezzo alla gente, si fa sollevare e trasportare; predica dal banco del mixer, fa sedere a terra il pubblico e lo fa alzare, cantare e ballare, mai in modo artificiale o scimmiottesco, ma con naturalezza e quasi eleganza.

Foto di Matteo Gaccioli

Foto di Matteo Gaccioli

Certo, il Bloom di per sé azzera le distanze, non è il Mediolaun Forum, ma tra la band e tutti noi c’è una sintonia sorprendente per essere “la prima volta”. Più ancora mi colpisce il fatto che stasera non sono presenti curiosi o avventori, a caccia di un po’ di birra e musica. Solamente persone davvero accorse per vedere i VT, gente che canta a squarciagola e conosce i brani, che esplode in un boato ad ogni riff, che balla come fosse l’ultima volta utile della vita. Insomma, il pubblico delle grandi occasioni, e dello stesso formato sono stati i Vintage Trouble, che hanno regalato una grande serata di musica.

Matteo Gaccioli