Come sempre, le registrazioni dal vivo consentono di toccare con mano gli aspetti più diretti e profondi di una formazione ed è quindi con piacere che proponiamo questo live di Zac Harmon & The Drive, registrato durante le sue tournee negli Stati Uniti e in Europa: bluesman settantenne, decisamente esperto (specie come session man), Zac è dotato di una voce che sa essere calda, graffiante, sempre a proprio agio sia nei fraseggi morbidi del soul che nel blues più grezzo. Lo constatiamo fin da subito, dopo l’intro strumentale di “Ntro”, quando la musica esplode in “Hump in Your Back”, con la sua venatura funky perfettamente sostenuta dai fiati. Passiamo subito dopo a “Blue Pill Thrill”, dove tutto rallenta, con il pregevole tocco al pianoforte di Cory Lacy, a cui seguono i precisi fraseggi alla chitarra; l’accento blues si mantiene con “Feet Back On The Ground”, uno slow rilassato ma insistente, che culmina in un assolo in cui la sei corde di Harmon bilancia il gusto melodico con la grinta. I canoni blues vengono confermati in “40 Days”, dove la pulizia del fraseggio è chiaramente debitrice di BB King: un’impressione che viene rafforzata ascoltando poi una ballad come “Little Blue Bird”, dove l’assolo di chitarra è molto ben sottolineato dall’ottima sezione fiati.
La sezione ritmica di Nick Robinson e Gino Iglehart, rispettivamente al basso e batteria, spinge con slancio, mentre Harmon si fa strada con linee che combinano grinta e melodia blues. Lo ascoltiamo nella scoppiettante “Don’t Let The Devil Ride”, in cui emerge il piacevole arrangiamento basato sui classici canoni R&B-blues, con quell’accompagnamento soul particolarmente accentuato dagli interventi vocali e del coro gospel finale: atmosfera che ritroviamo nuovamente nella gradevole “Mississippi Bar B Q”, un immancabile richiamo alle sue radici, dato che Harmon è nato a Jackson, Mississippi; da sottolineare qui l’assolo dell’altro chitarrista Kingston Livingston. Nella lunga “Boogie Down” di oltre 10minuti, Zac ne approfitta per presentare i suoi Drive: i cinque si stanno chiaramente divertendo in questa jam session conclusiva, dove il pubblico si unisce a loro. È un finale che mette di buon umore e cattura la gioia collettiva di un concerto dal vivo, che sul CD termina con “Slide”, altro momento dedicato all’improvvisazione e al coinvolgimento degli spettatori, nuovamente valorizzato dall’energia dei fiati. Zac Harmon & The Drive ci regalano un live immediato e ben rifinito, un lavoro vibrante e pieno di anima che cattura la band in forma smagliante: probabilmente una delle migliori fusioni di blues elettrico con il soul del Sud, capace di essere nello stesso tempo grezzo, dove deve esserlo, ed elegante dove serve, una combinazione sempre piacevole da ascoltare.
Luca Zaninello










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