Questa volta la destinazione ad Aprile è un lembo di terra, fredda e desolata, ma non simile a quella di Eliot, bensì, parafrasando l’Amleto, c’è del blues in Danimarca, non poco, anzi tanto blues, da tutta Europa. Horsens ci accoglie con il calore delle persone, ma di certo non del clima, spazzata da un vento gelido e quindi praticamente deserta, mentre i preparativi fervono per il 7° European Blues Challenge ma anche il Blues Market e la General Assembly dell’European Blues Union, in due location davvero spettacolari, il Forum per i concerti serali, e la (ex) prigione di Faengslet per market e assemblea.

The Cornfeds – SKAttomaTTO.net

La musica riscalda ogni angolo della cittadina, dai pub ai ristoranti non si ascolta altro che blues e rock blues, con mostre fotografiche ed esibizioni nella piazza principale, ma come al solito in queste occasioni dobbiamo rinunciare all’animo del turista, rapiti da mille impegni ed incontri. Tutto scorre liscio nella serata di gala organizzata il giovedì 6 presso il NY Theater, con cena e concerto, uno showcase delle band locali e nazionali. Svetta per esperienza Thorbjørn Risager & The Black Tornado, famoso oltre i confini dello stato, ma sono i ragazzini di Horsens, figli di musicisti e primi ad esibirsi, i Big O & The Blue Quarters, ad impressionarci per freschezza e originalità. Una sorpresa quella dei giovani che farà da fil rouge a tutti questi giorni, compresa tra l’altro nell’attuale mission dell’EBU. Il venerdì si inaugura il Blues Market, nel “solito” ambiente gioviale troviamo numerosi ragazzi a promuovere la loro attività di musicisti o di organizzatori di nuovi festival alla seconda o terza edizione, ancora sangue nuovo come acqua nel deserto.

Daniel Eriksen – SKAttomaTTO.net

La sera arriva il Challenge, e tra mille controlli per far sì che tutto fili liscio, riusciamo ad apprezzare i locali The Cornfeds, dal sound virato verso il country/bluesgrass e i portoghesi Messias And The Hot Tones, anche se un po’ troppo schiavi della figura del guitar hero. Suonano per ultimi i nostri Bayou Moonshiners, stanchi morti ma forse per questo meno nervosi, e il pubblico rimasto (dobbiamo dire che i danesi non hanno brillato per partecipazione) si raccoglie tutto sotto il palco, per assaporare quasi in intimità l’esibizione di Stephanie e Max, che tirano fuori grinta, energia e passione da chissà quale posto segreto! Un vero trionfo, quasi in zona Cesarini conquistano la prima serata senza dubbio alcuno, e non per partigianeria. Il secondo giorno, sabato, vede la solita carrellata di appuntamenti “istituzionali”, ovvero la General Assembly, con interessanti interventi di musicisti e dj radiofonici su cosa manca all’EBU e cosa si potrebbe fare (anche stavolta miracolosamente under 40, un segno?), oltre all’affollatissimo Blues Market, che vede la partecipazione per l’Italia dell’Italian Blues Union, della nostra rivista “Il Blues”, e dell’onnipresente Marco Fiume Blues Passion, trascinato in capo al mondo dalla forza di volontà della nostra Maria Giulia Sorrentino, una certezza!

Bayou Moonshiners – SKAttomaTTO.net

La sera esibizioni di livello ancor maggiore rispetto al giorno prima, con al vertice il duo norvegese di Daniel Eriksen. In attesa dei voti dei giudici è il momento del Blues Behind The Scenes Awards, ed è stata  un’emozione premiare direttamente Mike Vernon, un uomo il cui nome dice tutto, senza dover citare le collaborazioni di una lunghissima carriera. Alla fine vince Kaz Hawkins, dal Regno Unito, un concentrato di energia e professionalità musicale, inarrivabile la sua versione di “I Just Want To Make Love To You”, seguita dai belgi The Bluesbones e al terzo posto gli svizzeri Pascal Geiser Band. Non potremmo dirlo ma Max Lazzarin e Stephanie Ghizzoni il podio lo hanno perso di un soffio, e questa è la vera vittoria, sommersi di complimenti ed offerte da tutta Europa, anche se come giustamente si dice vincere è vincere! Un abbraccio dovuto quindi alla “semplice” partecipazione e giusto il tempo di una partita di calciobalilla all’aeroporto di Billund con Stephanie e Max prima di tornare sul suolo italico. Al prossimo anno nella gelida Hell, in Norvegia, quasi un ossimoro!

Davide Grandi

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