Era molta la curiosità di scoprire dal vivo Annie & The Caldwells, gruppo di gospel familiare da West Point, Mississippi, soprattutto alla luce del loro “Can’t Lose My (Soul)” (Luaka Bop), di sicuro tra i dischi più interessanti del 2025. E l’occasione è arrivata, grazie alla loro presenza in cartellone nell’ultima edizione del Blues To Bop di Lugano, quest’anno riportato tra le piazze della città e con la partecipazione di artisti di valore quali Thornetta Davis, Bob Log III, Piper & The Hard Times, Guy King, Delanie Pickering o Ghalia Volt, che hanno animato le serate di venerdì 17 e sabato 18 luglio. Il concerto di chiusura, nel bel contesto di piazza Cioccaro, era affidato proprio ad Annie Brown Caldwell e alla sua famiglia, il marito Willie Caldwell Sr. alla chitarra, i figli Willie Jr al basso e Abel Aquirus alla batteria, senza dimenticare le due figlie Deborah e Anjessica e la figlioccia Toni Rivers alle voci.
Il loro è un gospel molto diverso da certe proposte patinate troppo spesso in circolazione durante festività natalizie con un repertorio fatto di standard di maniera, è invece musica vivida e groovy, irrorata di funk e soul, in special modo di certe sonorità anni Settanta. Il concerto rispecchia fedelmente il disco e comincia a sua volta da una catartica “Wrong”, cantata da Deborah, prima dell’arrivo, al centro del palco, della matriarca Annie. Gli scambi vocali e la ritmica funky sono alla base di “I Made It”, con la sua citazione di “You Dropped A Bomb On Me” hit di The Gap Band in un continuo prolungato e a tratti ipnotico. Tocca ancora a Deborah la voce guida di “I Believe” ma ogni intervento della madre cattura l’attenzione del pubblico, radunatosi nelle zone d’ombra della piazza. Succede quando intona “I’m Going To Rise” più lenta e ieratica nel suo incedere o “Don’t You Hear Me Calling”, una invocazione in un momento difficile, un intervento chirurgico del fratello, che è insieme una testimonianza di fede, “let your will be done”, canta Annie.
Siamo lontani da West Point, Mississippi, eppure in questa domenica estiva ci sono signore che battono le mani, famiglie di passaggio che si fermano a seguire il concerto, bambini che ballano. Gli uomini della famiglia Caldwell fanno un gran lavoro ritmico e occasionalmente Willie Sr. si lancia in qualche breve e blueseggiante passaggio solista. Le signore cantano ancora “Can’t Nobody”, influenzata da un famoso hit di Chaka Khan trasposto in chiave sacra, nè poteva mancare la canzone titolo, “Can’t Lose My Soul” appunto, un altro trascinante gospel costruito sull’incessante botta e risposta tra le voci di Annie e quelle delle figlie. Poco più di un’ora di appagante concerto che conferma la singolarità di questa famiglia musicale. Una lunga storia, Annie e Willie sono sposati da ben cinquant’anni, che sta vivendo un capitolo forse inaspettato in primis per loro, con opportunità andare in tour ben al di fuori del Mississippi. Senza dimenticare che lei da giovane faceva parte coi suoi fratelli degli Staple Jr Singers, autori di un album nel 1975 ristampato proprio da Luaka Bop nel 2022 e seguito da “Searchin'”(2024).
Matteo Bossi









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