Mike Zito - Outside Or The Eastside

Mike Zito torna a immergersi nelle radici della propria storia, dedicando il suo ultimo lavoro alla città natale di St. Louis e al suo immaginario fatto di strade che raccontano vite, con tensioni quotidiane e quindi blues vissuto sulla propria pelle. Con la sua band affiatata, il nostro dimostra di passare da fraseggi misurati all’esplosione elettrica: questo sia nei suoi quattro brani originali come pure nelle sette riletture di repertori di grandissimi musicisti della tradizione. L’apertura è affidata alla title-track, un blues-rock brillante e immediato, valorizzato dal pianoforte di Lewis Stephens che ben si accoppia alla chitarra del leader: l’accattivate ritornello rende subito il pezzo familiare, così come la successiva “Don’t Take Advantage Of Me” conserva un andamento incalzante, presentando un suono ruvido alla chitarra, mettendo in evidenza la solidità della sezione ritmica del batterista Matthew Johnson e del bassista Scot Sutherland. Troviamo altre cover particolarmente riuscite, come nel caso di “Too Broke To Spend The Night” di Buddy Guy, che propone l’energia trascinante di Mike, sia nel suo strumento che al canto; in “Just Like I Treat You” di Willie Dixon, l’arrangiamento assume un andamento più vivace rispetto a versioni ascoltate in precedenza, grazie al piano di Stephens che sostiene il brano con swing e brillantezza. La qualità degli assoli di Zito emerge qui prepotente, ugualmente in “Do I Move You” di Nina Simone, che ci sorprende per la sua atmosfera sensuale e per l’intensità emotiva che sa comunicare: ritroviamo analoghe sensazioni in “Kiss You All Over”, sua composizione originale dal carattere funky e dal ritmo serrato, con un fraseggio che rende la traccia una delle più immediate del disco.

Dixon viene nuovamente omaggiato in “Close To You”, dove si accentua l’anima più rock, mentre Albert King è ricordato in “Don’t Bother Me”, offrendo in entrambi i casi soluzioni travolgenti alla chitarra, e non solo. “Downtown At Midnight” è uno dei vertici compositivi, dove si affrontano i temi della dipendenza, del tradimento e delle conseguenze delle proprie scelte, con una ballad decisamente intensa, in cui organo e la chitarra disegnano un paesaggio inquieto, per dare poi spazio all’assolo di Zito che si sviluppa con notevole spessore emotivo. A seguire troviamo “Grand Avenue”, che nasce da un’esperienza concreta e restituisce l’immagine di una St. Louis quotidiana, ruvida e autentica. L’album si conclude con “The Blues Lover”, sentito tributo allo spirito visionario di Roy Buchanan, dove la maestria tecnica di Zito si coniuga perfettamente con la sua sensibilità espressiva. Il risultato è un lavoro energico e sincero, nel quale il blues-rock dell’artista convive con funk, soul e ballate dal forte contenuto narrativo: Mike Zito e compagni offrono una prova autentica, anche nelle cover dove il blues tradizionale convive perfettamente con l’intensità e l’energia dei quattro musicisti.

 

Luca Zaninello

 

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