Bill “Howl-N-Madd” Perry ci ha lasciati il giorno 8 maggio 2023. Lo vogliamo ricordare con questo articolo intervista dedicato a lui e a sua figlia Sharo della nostra compianta collaboratrice Francesca Mereu in Alabama nel novembre 2020 e apparso sul numero 154 della nostra rivista.


Bill “Howl-N-Madd” Perry annuisce con un cenno del capo alle parole della figlia Sharo: è bello essere davanti a uno strumento e suonarlo per qualcuno. Erano mesi che non lo facevano e i due artisti ammettono che è stata dura. “Abbiamo dovuto cancellare decine di appuntamenti”, dice Bill “Howl-N-Madd” Perry.

È l’otto novembre 2020 e sono a Birmingham, in Alabama. Bill Perry alla chitarra, Sharo, detta “Shy”, alle tastiere. Il concerto, organizzato dalla Magic City Blues Society, è all’aperto. Il pubblico sono solo undici persone. I contagi aumentano ogni giorno in Alabama e l’unico modo per avere concerti dal vivo è organizzarli fuori e limitare il numero degli ospiti. E così siamo stati onorati di avere ospitato una delle leggende del blues, un musicista il cui nome è su ben tre Blues Trial Markers nel Mississippi: davanti al Delta Blues Museum di Clarksdale, al Juke Joint Po Monkey’s, a Merigold, e nella piazza centrale di Oxford.

Chi è Bill “Howl-N-Madd” Perry

Bill Perry nasce nel 1947 a Tula, nel Nord del Mississippi, nella terra in cui i suoi antenati lavoravano come schiavi. “Sono cresciuto nei campi di cotone”, racconta. “Mia madre raccoglieva il cotone e mi portava in spalla.” I genitori di Bill Perry erano, infatti, dei mezzadri che arrotondavano producendo moonshine, il forte distillato fatto in casa. “Ho iniziato a lavorare nei campi a cinque anni. Mi trascinavo il sacco da riempire di cotone.

Non era un lavoro leggero, soprattutto d’estate”, ricorda. “Sognavo di abbandonarli quei campi, di viaggiare per il mondo e ci sono riuscito. Sono stato in posti che mai avrei sognato. E che dire? È stato un viaggio molto bello.” Bill “Howl-N-Madd” e Shy Perry hanno portato il blues in giro per il mondo. Hanno suonato in diversi paesi europei, Italia compresa, in Cina, Indonesia, Brasile.

“Abbiamo girato per il mediterraneo suonando nella European Blues Cruise. In Cina ci abbiamo trascorso cinque mesi. Il blues era il nostro mezzo di comunicazione. Una sera abbiamo suonato per un gruppo di cinesi che non parlava inglese. Quando abbiamo iniziato a cantare e a suonare, avrei potuto giurare che capivano ogni parola.

Applaudivano, fischiavano, urlavano. È questo il bello della musica: è una lingua universale. Abbiamo trascorso tre mesi a Giacarta, in Indonesia, che è un paese a maggioranza musulmano, e comunicavamo con il blues.” Il viaggio che ha portato Bill Perry in giro per il mondo inizia nei primi anni Sessanta, quando, con la famiglia, si trasferisce a Chicago. Erano tantissimi i locali in cui, in quegli anni, il blues si suonava e Bill Perry andava ad ascoltarlo volentieri.

Inizia, però, la carriera di musicista suonando con gruppi Gospel. “Nella mia carriera ho fatto di tutto: ho scritto canzoni, ho fatto il producer. Ho suonato con gruppi gospel come i Salem Travellers, i Clefs of Calvary. Ho inciso per la Chess records. Ho scritto canzoni per artisti come Little Johnny Taylor.

Ho fatto un album con Johnnie Taylor. Ho scritto canzoni per Fontella Bass, famosa per la canzone “Rescue Me”. Ho suonato con T-Bone Walker, Freddie King. Ho prodotto J. J. Taylor che cantava per Willie Dixon. Ho suonato con tante, troppe persone. Ripeto: il mio è stato un viaggio molto bello.”

Negli anni Sessanta con il nome d’arte di Billy Easton canta “I was a fool”, un pezzo soul che ha un buon successo a livello nazionale. Alla fine degli anni Sessanta, a Memphis, Bill Perry incontra Little Milton. “È stato il primo che mi ha insegnato a cantare e a suonare il blues. Little Milton mi ha dato la possibilità di suonare con lui.

Credo sia stato lui quello che ha ispirato il mio blues, anche se a me piace più creare che farmi ispirare.” Negli anni Settanta lascia Chicago per lavorare a Los Angeles con Cash McCall e la CBS Records. Con lui c’è la moglie di una vita, Pauline, “non sono il tipico bluesman», e il loro primogenito Bill Jr. “Chicago era diventata una città di fantasmi. Rispetto agli anni precedenti, c’era poco dal punto di vista musicale. I miei amici se ne stavano andando e me ne andai anch’io. Shy è nata a Hollywood», dice guardando amorevolmente la figlia.”

Negli anni Ottanta è stanco di Los Angeles e delle grandi città e decide di ritornare in Mississippi.

“Sono un country boy, sentivo la nostalgia del Sud, volevo tornare a casa. Mi mancavano i boschi, la campagna. Mi mancava tutto: i serpenti, gli scoiattoli, gli opossum, le puzzole (ride, ndr). C’era qualcosa che mi diceva che dovevo tornare a casa.

E devo dire che è stato il trasloco migliore della mia vita. Tutti i riconoscimenti che ho avuto come artista li ho ottenuti nel Mississippi. Non c’è niente di meglio del Mississippi e della Sweet Home Alabama. Quante volte sono stato in Alabama negli anni Sessanta con i gruppi Gospel. Mi piace tutto del Sud, il caldo, tutto.” Nel Mississippi si dedica alla sua passione, il blues, e crea la band di famiglia (The Perrys) con Bill Jr. alle tastiere e Shy al basso.

“Ho registrato cinque CD e grazie a loro ho girato il mondo. Il blues è la mia vita, la mia medicina. Mi dà tutto quello di cui ho bisogno.” Gli faccio la domanda di rito di questi tempi: com’è stato il 2020? Tira un sospiro. “Sto solo aspettando la normalità ritorni, così da poter fare quello che mi piace di più: viaggiare per il mondo e suonare il blues. Senza queste cose mi sento perduto. Non mi sono mai sentito perduto come questi mesi chiuso in casa.”


Bill “Howl-N-Madd” Perry in concerto

Sharo Perry, Bill “Howl-N-Madd” Perry e Jesse Cotton Stone (foto Roger Stephenson ©)


Intervista a Sharo “Shy” Perry

Cosa significa crescere in una famiglia di musicisti e fare parte della band di famiglia?

Sono cresciuta ascoltando la musica, la musica di mio padre. Mi sembrava una cosa normale, pensavo che tutte le famiglie fossero così. È stata la gente a farmi notare che la mia non era una famiglia standard, normale. I miei amici mi dicevano che io e mio fratello eravamo strani: ci piaceva stare con i nostri genitori e fare le cose assieme a loro. È stata una bella esperienza andare a scuola e allo stesso tempo suonare nella band di famiglia. Oltre a suonare assieme, con mio padre abbiamo un rapporto di vera e propria amicizia.

 Quando hai iniziato suonare uno strumento e a cantare?

Quando suonavo con la Perrys Band ero una teenager. Ho iniziato però a suonare le tastiere all’età di otto anni. E a quell’età mio padre mi ha portata per la prima volta in uno studio di registrazione per incidere la mia prima canzone. È stata un’esperienza emozionante, bella.

Il Blues è sempre stato il tuo genere musicale?

Il Blues è arrivato più tardi nella mia vita. Sono cresciuta ascoltando la musica pop del tempo. Ho avuto diverse influenze. Quando suonavo nella band di famiglia facevamo tanta musica originale, delle cover e alcuni pezzi blues. Suonavamo ai matrimoni, nei country club. Dopo cinque anni a suonare assieme, abbiamo iniziato a fare solo blues e a girare per i cosiddetti chitlin’ circuit.

Cosa significa essere una donna nel mondo del blues?

Il mondo del blues è un mondo molto maschile, ma ho incontrato degli uomini favolosi che mi hanno fatta sentire a mio agio. A volte alcuni uomini si fanno intimidire da una donna che suona le tastiere, canta e balla.

La tua è tutta musica originale?

Una delle cose che nostro padre ci ha insegnato è quella di essere creativi. Ci ha incoraggiato a scrivere la nostra musica e a essere i più originali possibile. Cerco così di non farmi influenzare dalla musica degli altri. Agli inizi della carriera ho, però, amato artisti come Koko Taylor, Bessie Smith, Etta James.

Cosa hai fatto nel 2020?

Non è stato facile creare musica quest’anno. Non guardiamo la TV e credo che questo ci abbia aiutato molto a rimanere più sereni. Ho un nuovo CD che andrà in produzione a dicembre. È composto da canzoni originali e da qualche cover. Sarà un CD diverso dal solito: ci sarà un pizzico di jazz.

Cos’è il Blues per te?

È qualcosa senza tempo, la musica da cui tutto ha origine.


qui potete ascoltare parte del concerto di Bill “Howl-N-Madd” e Shy Perry: https://www.youtube.com/watch?v=GbghPhCqJHY

Francesca Mereu

Tags

Comments are closed

Per la tua grafica

Il Blues Magazine