ERIC GALES: "Crown" cover album

Etichetta: Mascot Label Group – 2022

Dopo alcune travagliate vicende personali, che hanno inciso in risultati musicali talora altalenanti, Eric Gales sembra aver ritrovato da alcuni anni un equilibrio che lo sta riportando agli ottimi livelli che l’avevano messo in luce già da adolescente: per quest’ultimo lavoro il chitarrista di Memphis si è avvalso della produzione di Joe Bonamassa, che non è soltanto una garanzia, ma che aggiunge il suo contributo strumentale nell’eccellente “I Want My Crown”, uno degli episodi migliori, dove si sviluppa quel tocco funky che Gales sembra distribuire in diverse tracce.

Emerge molto chiaro in “Put That Back”, ben sostenuta dalla sezione fiati che resta protagonista nella successiva “Take Me Just as I Am”, valorizzata dalla morbida voce della consorte LaDonna.

Ritroviamo con grande piacere quella fluidità sulla sua Magneto (una chitarra artigianale) che avevamo amato nei suoi primissimi dischi: la si gusta in maniera diversa dall’iniziale “Death Of Me”, passando per blues più articolati come “The Storm” oppure “You Don’t Know the Blues”, fino al groove di “Let me Start With This”.

Restiamo quasi sorpresi da “Survivor”, che passa dall’introduzione dura e spigolosa all’orecchiabile ritornello, come si resta ammaliati dalle sonorità acustiche che caratterizzano “I Found Her”, una bellissima ballata che dopo i primi 4 minuti e mezzo davvero struggenti, cambia completamente registro per liberarsi in un lungo assolo elettrico, che si chiude lasciando spazio alla fisarmonica iniziale.

Proprio in questi momenti in cui il ritmo rallenta apprezziamo la voce ben modulata, la sentiamo nell’intenso “Stand Up”, con i suoi richiami gospel, come pure nella toccante “Too Close to the Fire”: qui ci troviamo in un altro dei vertici dell’album, sia per il testo molto personale con una riflessione sul razzismo, sia per la qualità dell’arrangiamento e dell’assolo che Eric confeziona, ricco di emozione.

Pure “My Own Best Friend” mantiene dei toni delicati, con qualche accento jazz, per passare poi all’imprevedibile chiusura di “I Gotta Go”, un divertente swing, con tutti i fiati in gran spolvero.

Eric Gales si conferma in splendida forma, nell’ora di lunghezza del CD si raccolgono molteplici stati d’animo che il chitarrista esprime sempre al meglio: pensiamo che rappresenti non solo una delle sue opere migliori ma anche uno degli album più significativi del 2022.

Luca Zaninello

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