Come si può festeggiare il proprio compleanno con un evento che lasci il segno? È sicuramente quello che ha pensato Erja Lyytinen che con il suo ultimo doppio CD dal vivo ha voluto celebrare i suoi 50 anni con un concerto tenuto il 21 marzo alla House of Culture di Helsinki. La chitarrista finlandese si presenta in forma smagliante, con una band che valorizza il suo talento e le permette di esprimere tutta la sua energia: Erja è un’artista capace di muoversi con naturalezza tra blues elettrico, southern rock, hard rock e momenti di una particolare intimità. Il concerto si apre con l’introduzione dei suoi figli gemelli Massimo e Dante, seguita dall’introspettiva “The Road Leading Home”: poche note e l’energia della band raggiunge subito gli ascoltatori, mentre con la successiva “Ball and Chain” la Lyytinen si conferma la regina della slide guitar, come viene dai più considerata, grazie ai suoi assoli taglienti e sempre efficaci. La formazione, costituita da musicisti finlandesi, è assai affiatata, come ascoltiamo ad esempio in “Hard as Stone”: un rock granitico, supportato dalla voce ruvida della leader, che regala assoli particolarmente coinvolgenti. In “Another World” emerge invece il lato più ambizioso, quasi prog, della sua capacità compositiva: la chitarra si inserisce perfettamente in ogni contesto regalando un assolo centrale di notevole spessore.
Tra gli ospiti c’è il bassista Sami Yaffa, noto fra gli amanti dell’hard rock, che contribuisce a virare su questo genere con “One Thing I Won’t Change”: come spesso succede nei live, sia questa che altre tracce vengono dilatate e ulteriormente potenziate, confermando quanto la Lyytinen si trovi a suo agio su un palco. Merita una citazione la delicata “Lullaby”, un paio di minuti di slide solitaria, melodici e sospesi, quasi una pausa necessaria prima che il disco riparta a tutta velocità con “Cherry Overdrive”, caratterizzato dal wah-wah e dal ritmo pulsante. “You Talk Dirty” è uno dei pezzi che Erja propone sempre dal vivo per la sua efficacia comunicativa, capace di passare da aperture quasi classiche a tempeste sonore pienamente rock. Un discorso a parte va fatto perla versione di “Wedding Day” che chiude il secondo dischetto, con i suoi oltre tredici minuti di boogie, cambi di rotta, tapping, slide solitaria e citazioni musicali che rivelano quanto la cinquantenne finnica sappia trasformare un brano in un racconto scenico: una cavalcata blues rock di quelle che lasciano il segno e si vorrebbe continuassero all’infinito. Le oltre due ore e mezza di questo live scorrono via regalando energia allo stato puro e potenza esecutiva: la notevole tecnica di Erja Lyytinen è sempre funzionale al brano, non perdendosi in orpelli virtuosistici; un aspetto che vale pure per le sue qualità vocali. Allora buon compleanno cara Erja, con l’augurio di trovarti sempre in questo stato di grazia.
Luca Zaninello







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