Gabriel Delta – Pieces Of Love cover album

Si parla di amore in quest’ultimo disco di Gabriel Delta, come dell’unica forza che riesca a smuovere il mondo, e facendo mente locale anche nel film di Christopher Nolan “Interstellar” alla fine ciò che riesce a riportare attraverso lo spazio ed il tempo, con un tuffo in un buco nero, Cooper (Matthew McConaughey) dalla figlia Murphy (Jessica Chastain) è proprio questo strano sentimento che trascende le leggi della fisica anche in luoghi inesplorati come le singolarità.

Sarà la sua dedizione al Buddismo, che, in quanto filosofia più che religione, se non riesce a riconnetterci con il nostro io più profondo, sicuramente offre interessanti spunti di riflessione sul nostro modo di vivere, ma Gabriel è da diversi anni attento a portare avanti anche nella musica l’importanza della IA ovvero l’Intelligenza Artigianale, quella che fa di ognuno di noi un essere diverso dagli altri.

Una dedica a Yvonne Mercier, grande appassionata di blues, onnipresente a quasi tutti gli eventi live, scomparsa qualche tempo fa, con “Blues For Yvonne”, il disco conta solamente due cover, “Loving In My Baby’s Eyes” di Taj Mahal, con un delicato attacco acustico, e “Please Send Me Someone To Love” di Percy Mayfield, entrambe caratterizzate dallo stesso denominatore comune, ovvero il tema dell’amore.

Nel 2026 può risultare anacronistico parlare di questo sentimento, cantato e raccontato fin dall’antichità, ma pensiamo che ciò succeda solamente quando si rischia di scivolare nell’ovvietà e nella melassa del buonismo, cosa che, da come conosciamo Gabriel, crediamo non gli succeda. Si parla di preghiera, intesa in senso religioso, ateo o comunque umano, in “Praying”, perché alla fine in qualunque cosa si creda o non si creda arriva quel momento in cui tutti ci rivogliamo a qualcosa o qualcuno di “superiore”.

Autoprodotto sempre nel filone dall’artigianalità di cui sopra, Gabriel ci suggerisce di sorridere sempre in “It’s Better Smile”, dalle sonorità quasi country-western, mentre in “What Happened?” ritorna il tema caro al blues dell’amore interrotto, e nel lentone “Hospital Days” si parla di tematiche delicate, cercando di mantenersi leggeri.

Matrice quella di Gabriel, profondamente Chicago blues, riesce però a spaziare verso sonorità persino pop in “We Can Deal”, per raccontarci in quest’ultimo lavoro, tutto quello che è successo dall’ultima volta che ci siamo incontrati, come rivedere un amico dopo lungo tempo.

Gabriel Delta ci ricorda in “Pieces Of Love” che ogni canzone da lui suonata sarà sempre un pezzo d’amore, per cui siccome ne abbiamo tutti bisogno, oggi più che mai, non resta che abbracciare questo sentimento.

Davide Grandi

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