LARKIN POE – Spazio Teatro 89, Milano

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Il 29 Marzo scorso allo Spazio Teatro 89 di Milano c’erano le Larkin Poe, band americana capitanata dalle sorelle Lovell.
Fin dalla canzone che ha aperto il set “Summertime Sunset” si nota una virata verso i colori più punk e hard rock che negli album in studio sono poco tangibili. Dal vivo emerge uno sprint grintoso che mette in evidenza il lato rough delle sorelle di Atlanta. Quello che ha colpito di più è il marcato scollamento tra dischi e situazione live e, la successiva “Trouble In Mind”, ne è l’esempio concreto: mentre su album sfiora quasi suoni alla Jack White e risulta infarcita di trucco e parrucco grazie a effetti distorsivi, dal vivo è un pugno allo stomaco di ruvidezza e rock spettinato senza vaseline commerciali spalmate per vendere.

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Rebecca Lovell (foto Francesca Castiglioni©)

La festa milanese continua e anche Leadbelly, Son House, Skip James e Robert Johnson si uniscono al rent party. Questi personaggi emersi da un passato lontano cedono alle lusinghe e lasciano in mano i loro pezzi a Rebecca e Megan che li plasmano inserendo picchi sonori di modernità, ma senza snaturarli estremisticamente. Megan, con la sua pacata e quasi timida figura da ragazza di campagna, alza polverose scie sonore Blues che virano dal grigio all’ocra, mentre l’attitudine da rocker navigata di Rebecca pensa a completare la palette con tinte accese alla chitarra e seducenti virate tra il rosso mattone e il rosa antico alla voce.

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Megan Lovell (foto-Francesca Castiglioni©)

Le sorelle Lovell sono accompagnate da una sezione ritmica entusiasta e grintosa con Brent Tarka Layman al basso e tastiere, e Kevin McGowan alla batteria. I quattro ragazzi hanno esperienza da vendere e hanno trovato la chiave giusta per accedere allo stesso tempo ad orecchie giovani e a canali uditivi più stagionati, vario ed eterogeneo infatti il pubblico presente allo Spazio Teatro 89. Altra caratteristica importante da evidenziare è l’attenzione nella stesura dei testi dei brani. “Mad As A Hatter su tutte è un gioiellino che sottolinea una problematica sociale troppo poco considerata, come la schizofrenia.
Il sold out in entrambe le serate italiane ha dimostrato come questo tipo di prodotto, che mescola pezzi e suoni tradizionali ad un’attitudine moderna e fresca, sia la soluzione giusta per il Blues: un genere ormai entrato nell’ideale comune sotto una pesante coperta di stereotipi e stilemi chicagoani viene rinverdito e reso “nuovo” grazie alle idee di menti e dita giovani. La riverenza verso i Grandi Padri del passato è cosa buona e necessaria, ma l’intuizione moderna diventa fondamentale se non si vuole scadere sui soliti cliché.
I Larkin Poe splendono nel cielo come la Libra, costellazione sonora dello zodiaco posta tra lo Scorpione delle roots e la modernità della Vergine, piatti di una bilancia musicale perfettamente in equilibrio tra passato e presente.

Sara Bao

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Larkin Poe live at Spazio Teatro 89 (foto Francesca Castiglioni ©)