Chi ha detto che il blues debba essere necessariamente un lamento di solitudine? Con Stacce!, secondo album degli Ortica Blues Trio, la band ribalta questo immaginario e propone una lettura più leggera, vivace e accessibile della musica del diavolo.
Il risultato è un lavoro che punta su immediatezza e coinvolgimento.
Fin dalle prime battute, l’album si distingue per un groove trascinante e per la scelta di testi in italiano. Una decisione che si rivela vincente: le sette tracce scorrono con naturalezza, sostenute da arrangiamenti essenziali, mai appesantiti da virtuosismi superflui, e capaci di valorizzare liriche dal taglio popolare.
A metà percorso, con “Portame via”, gli Ortica Blues Trio cedono momentaneamente alla malinconia più canonica del blues, costruendo un brano più triste. È una parentesi che interrompe la spensieratezza, per un solo momento. Dalla traccia successiva, infatti, il disco riprende vigore, tornando a sonorità più solari e ritmate.
Nel complesso, Stacce! è un lavoro che si lascia apprezzare anche per alcune suggestioni stilistiche che richiamano un altro artista romano molto apprezzato come Alessandro Mannarino. Tra i momenti più riusciti spiccano le ritmiche di “Black Jack” e il sound de “Il Santo.
Gli Ortica Blues Trio firmano così un lavoro curato, scorrevole e immediato, capace di farsi apprezzare fin dal primo ascolto. La scelta di testi in italiano contribuisce a renderlo ancora più accessibile, trasformandolo in un ponte ideale per chi desidera avvicinarsi a questa musica senza barriere. Proprio per queste qualità, il disco si rivela non solo un ascolto piacevole, ma anche una preziosa occasione per ampliare il pubblico e far scoprire il fascino intramontabile del blues a nuove orecchie.
Andrea Capelli










Comments are closed