Quando Zoe Schwarz e Rob Koral si sono incontrati nell’estate del 2001, suonando insieme per la prima volta, non immaginavano certo che la loro collaborazione sarebbe cresciuta e avrebbe prodotto risultati davvero pregevoli: infatti, dopo un decennio, la cantante e il chitarrista hanno formalizzato la loro unione artistica, che arriva oggi al settimo capitolo di un percorso che continua a regalarci ottimi lavori. Insieme a una formazione compatta e affiatata, i due confermano la capacità di coniugare energia, eleganza e sentimento: un aspetto che emerge iniziando ad ascoltare “Venus Ain’t So Far Away”, dove la voce si muove in equilibrio tra forza e grazia in modo molto naturale, mentre la chitarra vibra con precisione e fantasia. Lo slow blues di “Your Love Hurts” emoziona dopo pochissime note, con l’intensità della voce di Zoe, perfettamente accompagnata dalla sei corde di Rob e dall’hammond di Pete Whittaker: la stessa tensione poetica si ritrova in “Hear My Cries”, che racconta l’inquietudine con una sincerità che richiama la miglior tradizione soul, sospinta dalla solida sezione ritmica di Eddie John e Anth Caplen, rispettivamente alla batteria e al basso. Il blues è la costante del disco, ma ogni brano sembra una stanza diversa di questa casa colorata, dove funk, jazz e soul aprono finestre luminose: dalla scoppiettante e orecchiabile “What Can I Do” continuiamo sulla divertente “See You Soon”, fino ad arrivare alla trascinante “Out the Front Door”, con quella sezione fiati che dona corpo al pregevole arrangiamento.
Con gradite reminiscenze di CSN & Y, “House of Colours” spicca non solo come title track ma quasi come centro simbolico e musicale dell’intero album mentre “Tell Me” presenta un equilibrio perfetto tra l’organo e la chitarra. In una ballad come “A Tear Drop in the Sun” emerge il talento interpretativo della Schwarz, come pure la sensibilità del chitarrista nel suo assolo. Analogamente meritano una menzione speciale “City of Blues” e “There’s A Cold Wind A Comin’”, brani diversi fra loro ma entrambi radicati in quella sincerità espressiva che caratterizza i due artisti. La conclusione è lasciata a “It Ain’t Easy”, presentata come bonus track, un blues dal ritmo pacato, che sulla precisa base ritmica disegna brevi ma accattivanti riff di hammond e chitarra, a sigillare degnamente un disco pensato con cura e maturità. “Colourful House” conferma dunque Zoe Schwarz come una delle voci più versatili della scena blues britannica contemporanea, e Rob Koral come chitarrista di raro gusto e sentimento, qualità che vengono prima delle indubbie capacità tecniche: un blues dunque dai colori vivi, che scalda e convince fino all’ultima nota.
Luca Zaninello










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