Consiglio: mettetevi comodi e godete della freschezza di questo dischetto! Un debutto che c’è piaciuto fin dalla scelta del titolo; Blossoms a differenza del termine flowers indica, in modo specifico, quei fiori che nascono sugli alberi o sui cespugli, spesso prima di produrre un frutto. Può anche prendere il significato figurativo di nascita o sviluppo. I suoni sono quelli più legati al rock and roll e non poteva essere altrimenti visto i passati di Paolo Fioretti, trentasettenne marchigiano legato alla scena locale di genere, ormai da tempo. Ci sono però anche tante merende giovanili fatte a pane e jump-blues; in poche parole il progetto definisce una sintesi ottimale delle sue radici musicali legate alla tradizione di Berry e Haley, ma anche al rhythm and blues più danzereccio.
Lo spirito dell’opera è però quello che ci ha convinto maggiormente; le tracce scorrono veloci tra ritmi incalzanti e chitarre sagaci; “I Want Everything You Got”, “Night Lights”, “I’m Allright”, gli esempi più calzanti. Ad affiancarlo c’è la sezione ritmica degli Hot Combo, rodata e precisa, che sa farsi apprezzare anche negli episodi più romantici. È il caso di “Home That Is Gone”, una ballata evocativa in cui emerge con grande personalità l’anima più intima di Fioretti. Nota di merito per la scrittura: il disco è composto interamente da brani originali – merce rara di questi tempi.
Fioretti si conferma un autore capace di plasmare sonorità classiche senza mai scivolare nella nostalgia o nella banalità. A differenza delle produzioni odierne spesso ipersature e artificiali, la scelta stilistica predilige un timbro ruvido e vintage, ricreando l’atmosfera autentica e calda di una vera jam session. Un lavoro coerente, autentico e privo di fronzoli, perfetto per chi cerca musica suonata con passione, essenzialità e sincerità. Alzate il volume quindi e se ne siete capaci ballate leggeri i vostri swing!
Simone Bargelli









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