Roberto Ciotti

Conoscevo Roberto dall’estate del  1972, quando lo incontrai al “Festival d’avanguardia e Nuove Tendenze” a Roma. Quasi tutte le band si esibivano suonando un rock progressivo e di sperimentazione, lui salì sul palco iniziando con un brano blues..fu subito stima, rispetto, feeling  e soprattutto un’amicizia che non è mai stata intaccata da niente, neanche quel giorno all’Arena (concerto in ricordo dell’amico Demetrio Stratos..) quando gli organizzatori ci vietarono di esibirci insieme per stupidi motivi di rivalità tra etichette dicografiche, rivalità ridicola che certo non apparteneva alla nostra amicizia. Insieme abbiamo condiviso il difficile cammino sulla strada del blues di casa nostra, con le incredibili difficoltà legate ad un genere che era pressocchè sconosciuto ai più.. La sua carriera artistica è sempre stata segnata dalla passione per il Blues, quello buono, sia che fosse quello dei primordi o quello elettrico, o quello con contaminazioni etno, folk e rock… Abbiamo condiviso anche la voglia di non omologarsi mai, di essere liberi, di fare i dischi che volevamo! Pochi sanno che Robberto ( con 2 B come lo chiamavo io..) era anche un ottimo armonicista. Mi mancherà il suo sorriso, la sua parlata romanesca, i suoi aneddoti sulle abbuffate in trattoria, ma soprattutto il suo tocco di chitarra, davvero unico, bello, accattivante e di rara eleganza!

Fabio Treves