SHAKURA S’AIDA – LEGNANO SOUNDTRACKS FESTIVAL

Sono dodici anni che i coniugi Oggioni, Daniela e Luciano, tengono vivo questo Festival che ha assunto una posizione di primo piano nella zona dell’alto milanese, divenendo, dietro richieste di comuni che vogliono ospitare almeno un concerto, sempre più itinerante. Ci eravamo segnati la serata di domenica sette agosto, per la presenza di Shakura S’Aida, in tour in Europa ma con sole due tappe nel nostro paese, l’altra è stata al Trasimeno Blues Festival.

Molto evocativa l’ambientazione nella corte del Castello Visconteo di Legnano intitolato a San Giorgio, la cui origine risale al XIII secolo. Ricordiamo inoltre che i concerti del Soundtrack sono gratuiti e il pubblico a Legnano ha risposto in gran numero (cosa non sempre scontata). E bene ha fatto, perché le attese dei presenti non sono andate deluse. Ha aperto un duo storico del blues in Italia, formato dai validi musicisti lombardi, Gallini e Montarese, rispettivamente armonica e voce e chitarre acustiche. E’ stato un piacevole concerto basato sui classici del blues, eseguiti con devozione;  da “Diggin’ My Potatoes” a “The Sky is Crying”, passando per “Good Morning Blues”, “Hoochie Coochie Man”, “Summertime” o “Little Red Rooster”. Buona l’idea di dedicare due parole ad ogni brano da parte di Gallini, per avvicinare alla materia un pubblico non per forza di appassionati. La cantante residente a Toronto in Canada, tarda un attimo ma quando appare, fasciata da un abito bianco, sembra quasi un’apparizione eterea da qualche stanza del Castello. L’impatto è da subito buono con “Gonna Tell Me Baby” e la successiva “Getting Along Alright”, la prima è una evocativa ballad con stacchi da sussulto, tanto da risultare uno dei migliori momenti del concerto, e la seconda ha un solido passo. Shakura ha voce, presenza scenica e teatralità nell’occupare lo spazio, cosa che certo le deriva anche dalle sue esperienze come attrice.

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Il repertorio si colloca a cavallo tra soul, rock e rhythm and blues ed attinge dai suoi tre dischi in studio, con particolare attenzione per “Time” uscito su Electro-Fi nel 2012. “(Don’tTry To Lay No Boogie Woogie On The) Queen Of Rock’n’Soul” è emblematica in tal senso. La band, un quartetto solido,  l’accompagna con buona verve, specie per la sezione ritmica formata da Tony Rabalao e Roger William, Paige Armostrong alla chitarra e Rachid Bahari alle tastiere completano la formazione. Shakura chiama il suo promoter, Giancarlo Trenti, per aiutarla nella traduzione del tema di un brano a lei caro, “Rain Down Rain” di Big Maybelle, sulle scelte che abbiamo ognuno di noi di fronte alle avversità. Molto bella e sentita, forse l’apice emotivo del concerto, la sua interpretazione di “Tell Me More, More And Then Some”, un brano cantato sia da Billie Holiday (che la scrisse), sia da Nina Simone (uno dei suoi riferimenti dichiarati). Coinvolge il pubblico su “Geechee Woman” e “Time”. Belli anche i bis “Clap Your Hands And Moan”, d’impronta gospel, scritta con Keb’ Mo’ e “Love Always Got Me By”. Bella serata davvero. Per fascino e personalità, Shakura non lascia indifferenti, le consiglieremmo di registrare un disco dal vivo, non sempre quelli in studio le hanno reso giustizia.

Matteo Bossi e  Silvano Brambilla