Sherman Holmes, classe 1939 e vincitore di due Blues Music Award, torna in pista pubblicando il nuovo disco One Step Ahead of The Blues che uscirà il prossimo 9 ottobre. Nato nel New Jersey e cresciuto in Virginia, Sherman ha intrapreso la sua carriera musicale nel ‘59 fondando il gruppo The Holmes Brothers e facendo una serie di concerti nell’area attorno a New York fidelizzandosi un pubblico caloroso.
Trent’anni dopo Sherman, il fratello Wendell e il batterista Popsy Dixon firmano con la Rounder Records e ciò ha permesso di ampliare notevolmente il circuito degli appassionati facendo conoscere la loro musica a livello internazionale. La carriera del gruppo ha beneficiato anche dell’interesse di artisti come Peter Gabriel, che li ha coinvolti nei suoi festival di world music WOMAD in Inghilterra.
Successivamente, la band è diventata parte del roster di Alligator Records per altre cinque pubblicazioni, tra le quali vale la pena ricordare “Speaking In Tongues” (2001), “Simple Truths” (2004) e l’ultimo “Brotherhood” del 2014, anno in cui gli Holmes Brothers hanno anche ricevuto la “National Heritage Fellowship” da parte del National Endowment for the Arts, la più alta onorificenza nazionale per gli artisti fortemente legati alle tradizioni popolari. Dopo la scomparsa di entrambi i compagni di band nel 2015, Sherman ha plasmato il proprio dolore trasformandolo in canzoni, dando vita allo Sherman Holmes Project e pubblicando “The Richmond Sessions”(MC Records). Ora è tornato con altra nuova musica incisa per Nola Blue Records, raccolta all’interno di questo One Step Ahead Of The Blues che include, tra gli altri, due brani originali di Wendell Holmes mai registrati prima e una nuova interpretazione di “I’m So Lonely” degli Holmes Brothers, messa su nastro già alla prima take.
Il disco si apre con un glorioso giro di fiati che costeggia la linea vocale per tutta la durata del pezzo, segnando le coordinate su cui navigherà tutto il resto dell’album. Il blues si mescola al soul e al gospel, dando vita ad un ibrido sonoro ricco di sfumature. Come dice il titolo, One Step Ahead of The Blues, si cerca sempre di stare un passo avanti al blues, cercando si scansare i problemi o di affrontarli con un po’ di buona musica al nostro fianco.
Your Livin’ Does Your Preachin’ ci porta nei territori di Leo Bud Welch dove regna il gospel e dove Sherman Holmes mette in musica una massima bellissima: il tuo modo di vivere è il tuo predicare, dai il buon esempio, sii gentile con gli altri, questo è ciò che conta davvero. Si prosegue con Voices In The Hall, un pezzo con dissonanze chitarristiche curiose che insinuano un senso di precarietà nella melodia. C’è una tensione di fondo che tiene l’ascoltatore col fiato sospeso fino al ritornello, che però non spezza l’inquietudine, anzi l’amplifica ulteriormente. Ci pensa poi “Strike While The Iron Is Hot” a spazzare via l’ansia tornando su ritmiche più lineari e a confezionare un pezzo che si può tranquillamente definire un classico R’n’B.
Il produttore Andreas Werner, premiato con il Blues Music Award, ha incontrato per la prima volta The Holmes Brothers durante un concerto a Zurigo nel 2004. Quindici anni dopo ha ritrovato Sherman all’International Blues Challenge di Memphis, e in quell’occasione si è riaccesa una scintilla artistica che li ha riportati in studio a incidere nuova musica, tra cui quella contenuta in questo splendido disco. A
ffascinato dalla storia musicale, dalla profondità umana e dalla filosofia di Holmes, Werner ha riunito un gruppo di collaboratori d’eccezione per catturare l’essenza dell’artista. Tra questi spiccano il cantautore candidato ai Grammy Mark Narmore, i celebri The Blind Boys of Alabama, la Funky Chester Rhythm Section, le “Honorary Holmes Sisters” (Catherine Russell, Joan Osborne, Amy Helm e Ada Dyer), solo per citarne alcuni. Il risultato, One Step Ahead of The Blues, è al contempo un dichiarato omaggio alla lunga carriera di Holmes e una testimonianza della forza intramontabile della musica che l’ha resa possibile.
Con “The Blues Done Got My Soul” Sherman dichiara di avere l’anima posseduta dal blues, richiamando lungo tutto il testo riferimenti alle celebri leggende e ai cliché tipici di questo genere musicale. Il ritmo è sinuoso, morbido, serpeggiante e il solo di chitarra striscia con promesse allettanti verso l’ascoltatore, pronta a fargli firmare l’ennesimo patto diabolico.
Il pezzo successivo, “Oh America (Still Standing)” è forse il più significativo dell’intero disco. Nel testo Sherman Holmes racconta un paese in difficoltà, pieno di contraddizioni, ma che ancora si regge in piedi. Il coro, stile Staple Singers, nel ritornello ci riporta agli ambienti del gospel, rivestendo il brano di puro calore umano.
Con “One More Go ‘Round” si alza il ritmo correndo veloci su strade taglienti e puntando dritto sulla giostra che lancia Holmes verso un altro giro, perchè il suo lavoro non lo ha ancora portato a termine.
Come dimostra questo splendido disco, Sherman ha ancora molto da dire e si merita ancora tanti altri giri di giostra.
“Prophet in Another Land” scala marcia e intraprende una passeggiata costellata di fiati e cembali, tutto il brano è percorso da suoni sereni, lucenti, tipici di chi è consapevole del proprio valore. Tocca poi a “Fair to Midland” riportare tutto sui binari acustici del blues più tradizionale con un testo anch’esso classico, costruito su immagini tipiche del genere. Pregevole il lavoro di pulizia del suono della chitarra che in questo pezzo brilla, cristallina e limpida.
Il penultimo brano del disco è “I’m So Lonely” già inciso dagli Holmes Brothers nel loro “Simple Truths” del 2004. È un blues dominato dal pianoforte che, come si può dedurre dal titolo, tratta il tema della solitudine. La loneliness del protagonista è provocata dalla sua baby che se n’è andata di casa e lo ha abbandonato facendogli crollare il mondo addosso. La voce di Sherman Holmes qui è la protagonista assoluta a fianco del pianoforte e possiamo apprezzarne tutte le differenti sfumature, oltre al sapiente uso che ne fa questo navigato artista.
A chiudere l’album ci pensa “Change My Heart”, che riporta indietro la mente tutta quella fetta di brani tradizionali, dagli arrangiamenti semplici, ma dall’umanità profonda che sanno sprigionare calore ed esprimere verità essenziali. Qui la voce di Holmes è supportata dai cori baritonali dei Blind Boys Of Alabama che invocano ciclicamente: “Please Lord, change my heart”.
Grazie a uno stile musicale che è una vera e propria jambalaya di gospel, blues, roots rock e soul, Sherman Holmes e il super gruppo che lo accompagna hanno confezionato un disco sublime, ricco di sfumature, impossibile da catalogare. È proprio questa ibridazione di stili che rende forte la musica nel nostro decennio: basta scatole chiuse, generi definiti e classificazioni, ciò che permette di definire speciale un disco come One Step Ahead Of The Blues è proprio il fatto di riuscire ad essere moderno pur avendo fondamenta fatte di patrimonio sonoro tradizionale, sentimenti profondamente umani e modelli immaginativi convenzionali.
Sara Bao









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