Spencer Bohren, addio ad un gentiluomo della musica americana

La notizia era nell’aria, ce lo stavamo aspettando un po’ tutti ed erano terminate le speranze. A pochi giorni di distanza New Orleans perde due tra i suoi personaggi più importanti, musicalmente parlando. Dopo Dr. John, infatti, abbiamo appena ricevuto la notizia della scomparsa di Spencer Bohren, un vero gentiluomo nonché persona di grande cuore. È una notizia che ci rattrista particolarmente perché Spencer era un amico, da quell’ormai lontano 2007 quando lo abbiamo incontrato sui palchi del Rootsway e dell’Ameno Blues, i due festival italiani che lo hanno coccolato e fatto conoscere al pubblico di casa nostra. Gli avevamo dedicato una copertina (“Il Blues” n. 124) nel 2013 assieme a Jimmy “Duck” Holmes a ricordo di una indimenticabile serata in terra emiliana. Spencer era innamorato dell’Italia, dell’arte, della nostra cucina ed era una di quelle persone col quale ti potevi perdere in chiacchiere e lui ti faceva la storia della musica americana, della quale era un profondo studioso. Nato nel Wyoming nel 1950 aveva girato gli States per poi accasarsi in Louisiana, dove era diventato un punto di riferimento per tantissimi amanti della buona musica. Veniva spesso in Europa, particolarmente apprezzato proprio per le sue doti sia artistiche che umane. Un grande amante del blues, che sapeva trasmetterlo con classe e assoluto rispetto, deliziando il pubblico sia con la sua vecchia Gibson acustica che con la lap steel di cui era un maestro indiscusso. Lascia un grande vuoto e come rivista siamo vicini alla moglie Marilyn che lo accompagnava sempre nei suoi viaggi in Italia e con la quale abbiamo trascorso bellissimi momenti. Ma sappiamo che avrà un posto di assoluto rispetto tra i buoni in paradiso.

 

Antonio Boschi