steve cropper

Annunciato poco dopo la dipartita di Steve Cropper, avvenuta nel dicembre dello scorso anno, è uscito a fine agosto il disco su cui stava lavorando assieme all’amico Jon Tiven, che ha finito per prendere il titolo da un verso della celebre “(Sittin’ On) The Dock Of The Bay”, scritta con il compianto Otis Redding quasi sessant’anni fa e divenuta una hit nel 1968, purtroppo postuma. Per certi versi è una continuazione del precedente, “Friendlytown”, la formazione è la medesima con il già citato Tiven come coproduttore, la ruvida voce di Roger C. Reale, Nioshi Jackson, Eddie Gore e alcuni degli stessi ospiti, come Billy F. Gibbons e Brian May.

Anche quest’album inizia e finisce con uno strumentale, “Tandori Chicken”, con una strizzata d’occhio a quelli, indimenticabili dei tempi con Booker T, prende il titolo da un piatto gradito a Cropper, cultore di cucina indiana. Poi arriva “Ticket First”, un buon blues/rock cantato da Reale con ospite la chitarra di Eric Clapton; Slowhand e The Colonel si stimano e si conoscono da decenni, ed hanno anche avuto occasione di suonare insieme, ricordiamo almeno il concerto del 1992 al Madison Square Garden per il trentennale della carriera di Bob Dylan con decine di muscisti e Booker T & The MGs come la house band; allora un Clapton ispiratissimo ridefinì “Don’t Think Twice Is Allright”.

Molto più  leggera invece “My Angels Are Calling”, cantata da Brian May che ne ha anche curato il testo, calandosi nei panni di Cropper per una sorta di sereno commiato, con un assolo di Gibbons. Si ritorna in territorio di robusto blues/rock con “Until Now”, sulla quale è stato invitato a lasciare la sua impronta alla slide un altro veterano, il quasi ottantenne Ronnie Wood. Dallo stesso humus sembrano scaturire il rock/soul  “Stand Right Here” e “Here And Gone”, due brani di buona fattura in cui oltre alla voce di Reale interviene Ana Grosh, giovane cantante residente a Nashville per un duetto vocale e generazionale.  Non ci saranno, magari, futuri classici tra questi brani come i tanti cofirmati da Cropper in carriera, anche se ad esempio una cosa come “It’s Gonna Get Worse” viene facile immaginarla cantata da uno come Ellis Hooks che tra l’altro ha spesso lavorato con Tiven.

Alla fine, l’ascolto di questo disco ci lascia una ulteriore cartolina sonora del suo stile peculiare alla chitarra, mai appariscente fatto di accordi, passaggi e fill disegnati con la mano di un architetto, sempre alla ricerca dell’essenzialità, lui che si era formato guardando a figure come Lowman Pauling dei The 5 Royales (a cui ha persino dedicato un album nel 2011) e Billy Butler (Bill Doggett). E con tutta probabilità  ci saranno altre occasioni  di ascoltare un gigante come Cropper, dato che, lo ha specificato la famiglia in una dichiarazione, era impegnato nella realizzazione di un documentario, oltre ad avere altro materiale quasi pronto.

Matteo Bossi

Category
Tags

Comments are closed

Per la tua grafica

LE RIVISTE
Il Blues Magazine
Dolomiti Blues & Soul 2026

Dolomiti Blues e Soul 2026

Young Bloom In Blues

YBB 2026