Coleman and Prado - Old New Funky Blue

Succede raramente che un’etichetta americana pubblichi un disco registrato in un paese lontano, dove il Blues non e’ musica molto conosciuta, in questo frangente il Brasile. Ma una ragione c’e’ e sono un gruppo di carioca, con in testa Igor Prado da San Paolo, ormai bluesmen navigati e omaggiati worldwide.  Come sottolinea Dick Shurman nelle note, non saranno meri confini terrestri ad impedire l’incontro di anime simili, laddove l’altra anima, vera Chicagoana del West Side, e’ in questo caso rappresentata da Omar Coleman, classe 1973, uno dei migliori cantanti/armonicisti della “giovane” generazione.  Il risultato finale di questa unione e’ un disco dal sound compatto, con un groove costante e molte buone idee.  La presenza dei fiati rende la musica piuttosto funky, connotata da un lavoro ritmico quadratissimo. Non siamo alle vette raggiunte dal mai troppo compianto Syl Johnson ma nemmeno tanto lontani. Coleman ha una voce possente, quasi ruvida, il suo canto contiene un ritmo primitivo che marca le canzoni fin dalla prima nota. Prado e’ un chitarrista dal fraseggio secco, aggressivo, che puo’ ricordare Albert King e Albert Collins. I primi 5 brani definiscono il programma di Coleman e Prado, con fiati e chitarra in evidenza e una versione di “Cut you Loose” molto convincente con un finale originale.  In “Moving on to better days” c’e’ un’ottima performance di Coleman, un brano che potrebbe avere fortuna nelle charts.  “Answer your phone” e’ un omaggio ad Albert Collins e il suo Icepicking.  Rompe la tensione una bellissima ballata di Syl Johnson “I let a good girl go” che Coleman gia’ cantava in Westside Soul. Il Funk ritorna prepotente con “Brown Nosin’ Man” con un bel piano liquido mentre suonare “I wanna do the do” significa sfidare gl’astri del Blues perche’ il suo autore, Bobby Rush, ne rimane il sacro custode. Coleman e Prado ci riprovano subito con “Night Fishin’”, Bobby Rush allo stato puro e questa volta il risultato e’ piu’ che buono. Si finisce con il Blues acustico di “Blue Line train in Chicago”, semplicemente perfetto.  I musicisti di contorno, probabilmente tutti brasiliani, non fanno rimpiangere le migliori band americane. Nola Blue Records pubblica molto spesso dischi veramente belli e questo Old New Funky and Blue, un album senza criticita’, non fa eccezione. Applausi e congratulazioni a tutti.

 

Luca Lupoli

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