riverMore Southern Soul Stories di Matteo Bossi

Di nuovo lungo il fiume. Una immagine che funziona da metafora, per la non linearità del percorso, le deviazioni, gli affluenti e i rivoli laterali che portano acqua ed arricchiscono il ramo principale, anche e soprattutto quelli, almeno sulla carta, meno segnalati. Ci eravamo già stati qualche anno fa (“Il Blues” n. 106) lungo quel fiume, seguendo il primo triplo box Ace /Kent dedicato al soul ed era stato un viaggio entusiasmante. Lo è anche questo, per la qualità della musica e l’accortezza della selezione, operata ancora da Dean Rudland e Tony Rounce, settantacinque tracce ed altrettanti artisti. Come in ogni formazione che si rispetti, ci sono i fuoriclasse, i nomi di richiamo, sulla bocca di tutti, quelli che definiscono un genere quando se ne accenna con i profani. Quindi troverete Otis Redding, Aretha Franklin o Solomon Burke, Joe Tex, Aaron Neville e Clarence Carter. Eppure è nelle seconde linee che si rivela davvero quanto ci sia ancora da (ri)scoprire sul soul e come, anche se geograficamente ci si allontana a volte dal Sud, l’impronta e il calore di quella musica abbiano marcato nel profondo un’epoca. La suddivisione parte di nuovo da Memphis/Muscle Shoals, per poi nel secondo e terzo CD spaziare in altre parti del Sud e infine nel resto degli Stati Uniti. Il primo disco, lo scrivono apertamente i due inglesi, si è compilato quasi da sé, da qui il titolo “Redux” […] [continua a leggere nel n° 136 – Settembre 2016]

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