CARLO LANCINI/ELISA MARIANI: "Alive & Well" cover album

Etichetta: Out Break Arts (IT) – 2022

 Il connubio artistico di Carlo Lancini ed Elisa Mariani sboccia a margine dei percorsi musicali dei due, rispettivi chitarra e voce, confluiti in uno degli innumerevoli progetti di Lancini, attivo da una dozzina d’anni sul fronte di certo rock indipendente d’area lombarda, prevalentemente d’impronta anni Settanta.

La sua storia chitarristica iniziava nel 2010 coi Mojo Filter, partecipe di tre album, prima di intraprendere l’iniziativa che con gli Stone Garden (di cui cinque dischi all’attivo) lo porta all’ulteriore idea parallela dei Godspell Twins, che ospiterà in una parentesi acustica proprio la voce della Mariani.

Approdo comune allora è questo “Alive & Well” d’inarrestabile passione per ciò che di blues, rhythm & soul s’è poi mescolato al rock’n’roll. E nel mentre di altre vicende musicali lungo strade diverse (Lancini è anche di recente supporto al cantautore Luca Milani) l’inarrestabile frequentazione di generi e sonorità condivise convive in questa realizzazione con amici e musicisti di sempre, e qualche ospite, in sostegno di un disco breve e deciso.

Nove canzoni, per la precisione sette autografe e un paio di cover, che condensano quel filone di buon rock intramontabile, fatto di riff e ballate soul, intriso di blues & rhythm e che potremmo  anche piazzare, con azzardo idealistico, tra l’Asbury – sound e il rock sudista. Perché è proprio all’ E – Street Band che pensai quando vidi l’anteprima in video della loro “Rock Me Off”, potente intro al sax di Pasquale Brolis e ballad stradaiola, gravida di soul, sound azzeccato e bell’attacco.

Una proposta sincera, bella voce (quantunque non sempre spontanea) e un richiamo che giunge oltre la linea Mason – Dixon per le innumerevoli reinterpretazioni con cui fa i conti piuttosto la loro riproposizione di “The Letter”, azzardo a valle di vette tra Joe Cocker e la Tedeschi Trucks Band.

L’altra è l’incantevole “Angel From Montgomery” di John Prine, più amalgamata nell’incedere della band e coesa alla loro ricerca sonora; è Dr. Faust all’armonica invece a rendere “Flowers From A Stone”, tra le più blues del lotto; l’americano Jono Manson ai cori con quella che potremmo definire la hit del disco, cioè la “Love Revolution”, tanto psichedelica quanto tardo hippy suonano i richiami orientali di “Gipsy Dancer”.

Un’esperienza divertita e divertente, per l’entourage con Lancini e Mariani in testa, e un altro colpo ben assestato a ciò che potrebbe rendere molto più interessante anche dal vivo quest’ approccio musicale instancabilmente rock’n’roll.

Matteo Fratti         

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