david caldwell

Questa volta il nostro ricordo non è rivolto ad un artista o produttore, eppure la figura di David Caldwell era ben nota nella comunità di Holly Springs, dove era titolare dell’Aikei’s Pro Record Shop dal lontano 1960, come anche dai tanti appassionati  che abbiano compiuto un viaggio nel Mississippi. Definirlo negozio di dischi, tuttavia, non rende del tutto l’idea.

All’esterno di esso giaceva ogni sorta di materiale ammucchiato e all’interno vi si poteva trovare letteralmente qualunque cosa, anche dei dischi certo, ma posti in modo tale che forse soltanto lui sapeva come raccapezzarsi.

Era cresciuto in Kansas, Caldwell ed aveva trascorso circa dieci anni nell’esercito e soltanto dopo la fine di quell’esperienza si era trasferito a Holly Springs, cittadina nella contea di Marshall nella parte nord dello stato del Mississippi. Vi rimarrà fino alla fine dei suoi giorni, aprendo la sua attività al 125 di N. Center Street , allora di certo tra le non molte di proprietà di un afroamericano, oltretutto attivista per i diritti civili negli anni Sessanta.

Amico di molti bluesmen, R.L. Burnside e Junior Kimbrough in primis oltre alla loro numerosa progenie, Caldwell gestiva Aikei Pro a suo modo, senza seguire orari canonici o criteri commerciali,  sempre disponibilissimo a parlare di musica e storie locali, di cui era divenuto una sorta di depositario.

David Caldwell - Matteo Bossi - Marino Grandi

Matteo Bossi, David Caldwell e Marino Grandi all’Aikei’s Pro Record Shop di Holly Springs, Mississippi

A distanza di anni dalla nostra visita a Mr. Caldwell ricordiamo ancora la sua cordialità nel voler conoscere questi inattesi visitatori e di qui la richiesta di scrivere qualcosa su una specie di quadernetto pieno di messaggi lasciati da persone giunte da ogni dove.

E la generosità con la quale ci porse alcuni 45 giri (e uno splendido LP di James “Son” Thomas!) oltre ad alcuni ritagli di giornale riguardanti R.L. Burnside recuperati chissà come in mezzo ad una impressionante quantità di roba in ogni recesso possibile.

Ci sembra doveroso, quindi, dedicargli queste poche righe, nella consapevolezza del suo ruolo chiave nella trasmissione della cultura afroamericana e in particolare dei suoi amici bluesmen.  A lui era stato dedicato, qualche anno fa, un breve film documentario Please Ask For It, realizzato da Allison Weid e Stephen Sutton, con musiche, neanche a dirlo, di Burnside, Kimbrough e Lil’Joe Ayers.

Matteo Bossi

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