Lo scorso marzo Otis Grand è tornato in Italia per un paio di date organizzate per promuovere il suo nuovo CD, “Blues 65”. Una di queste è stata quella del 16 al Bloom di Mezzago (MI) e il pubblico, quando si tratta di concerti di una certa caratura che vanno in scena nello storico locale, non fa mai mancare “il numero legale”.  Il chitarrista anglo-libanese era accompagnato dalla sua blues band di fiducia, ovvero l’italiana Guitar Ray & The Lucky Gamblers (alla quale in passato ha prodotto due CD), un combo di quattro ottimi musicisti, Renato “Guitar Ray” Sconamiglio chitarre e voce, Henry Carpaneto tastiere, Gabriele Dellepiane basso e l’ex Andrea Costanzo alla batteria che sostituiva Marco Fuliano, assente giustificato.

La serata è stata aperta dalla Enjoy Blues Trio, terzetto acustico (due chitarre e armonica) di giovanissimi musicisti che stanno iniziando a costruirsi un’identità. L’apertura ufficiale ha avuto inizio con i soli Gamblers che hanno “rodato” dal vivo tre nuovi pezzi che faranno parte del loro prossimo album, poi, con un caloroso annuncio, è salito sul palco il “gigante buono” (così è soprannominato Otis Grand), il quale, da consumato entertainer, ha da subito surriscaldato il Bloom creando quel salutare legame ambientale e stilistico che si respirava nei blues club di Chicago. Grand non si è preoccupato di suonare qualche pezzo dal suo suddetto ultimo lavoro (di cui leggerete la recensione), soprattutto perché consapevole di avere al suo fianco dei musicisti che quando assumono il ruolo di accompagnatori hanno pochi eguali per capacità e sobrietà, ed ha quindi basato il concerto su standard del blues, personalizzandoli con un suono ruspante e sanguineo, niente di innovativo, ma tradizionale ed efficace, lasciando anche il ruolo di primo piano sia a Guitar Ray che a Henry Carpaneto. Con il canto Otis Grand è poco avvezzo, lo ha fatto solo per un paio di pezzi, “Sweet Black Angel” e “All Your Love”, per il resto ha suonato senza mai sottrarsi all’istintività, da T-Bone Walker ai due King, B.B. e Albert, per poi scendere a New Orleans, salire in California e ritornare a Chicago per un altro slow blues in onore allo storico club Theresa’s. C’è stato il tempo anche per il ritorno davanti al microfono di Guitar Ray per cantare due pezzi estratti dal CD “Poorman Blues” (prodotto da Otis Grand), “The Lonesome Road” e “Darling Wait For Me”, a cui ha fatto seguito l’immancabile ritorno dl leader sul palco per il bis.

                                               Silvano Brambilla

Category
Tags

Comments are closed

Per la tua grafica

Il Blues Magazine