BLUEBIRD & SKOKO – Live al Big Mama

Dietro l’esotico nome di Bluebird & Skoko si cela una vecchia conoscenza del blues romano ed italiano, l’armonicista Roberto Ruggeri. Io lo conobbi molti anni fa , credo addirittura negli anni ’80 More »

MARCUS KING BAND, Santeria Social Club Milano

Quando leggi un bel libro, vorresti ritrovarne le stesse emozioni in mille altri. Sensazione che si attanagliava un po’ tra di noi all’uscita dalla Santeria Social Club in viale Toscana questa 15 More »

Autunno e Blues con il n. 144

            In questo numero troverete: Robert Finley Julian Fauth Chicago 50 anni di dischi (3a parte) John Campbell Tony Joe White Carl Weathersby .. e tante recensioni!! More »

Soundtracks Jazz & Blues Festival

Forse non ci credevano nemmeno loro, Daniela Rossi e Luciano Oggioni, ideatori, organizzatori, nonché coniugi, di tenere in vita da quattordici anni il suddetto Festival, il quale ha ormai delle solide prerogative. More »

Bombino Bologna 2018

In occasione dell’uscita di “Deran”, Bombino ritorna a Bologna, nella piacevole cornice del parco del Cavaticcio, al   Biografilm Festival, appuntamento ormai consolidato nell’estate bolognese. La presenza sul palco non si fa attendere: More »

Summer Jamboree 2018

“Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona… vedo gli amici ballare, ma tu non sei qui con me.” Caro Fred, dopo anni e anni di stressante ricerca sul motivo del More »

LODI BLUES FESTIVAL

Piazza della Vittoria – Lodi, 15 e 27 luglio, 10 agosto 2018 Ce l’abbiamo fatta anche quest’anno e nella noia mortale che invita alla fuga, nella stagione che più di ogni altra rischia More »

TRASIMENO BLUES 2018

Cominciamo con i numeri! Quattro le località che hanno ospitato diciannove concerti in dodici giorni con circa settanta musicisti coinvolti; questa è stata quantitativamente l’avventura per il festival lacustre umbro 2018 che, More »

Porretta Soul Festival 19-22 luglio 2018

Archiviata la faraonica edizione numero trenta, quella del 2017, il Porretta Soul Festival, è ufficialmente entrato nel secondo trentennio. Nonostante (o magari anche grazie a) un paio di benvenuti allargamenti ad altri More »

UMBRIA JAZZ 2018

Pronti via! Dieci giorni di emozioni, musica e colori, anche quest’anno dal 13 luglio, per un totale di 250 concerti, tra jazz e non solo! La 45esima edizione di Umbria Jazz si More »

Tag Archives: muddy waters

L’Uomo Centenario

Muddy Waters (Helsinki, 1970, foto Pertti Nurmi ©)

Muddy Waters (Helsinki, 1970, foto Pertti Nurmi ©)

Muddy Waters: modi diversi per non dimenticare l’uomo e la sua musica.

Avevamo già iniziato, pur senza immaginarne il seguito, ad occuparci di lui. Cominciammo nel numero 128 (Settembre 2014) con un viaggio a ritroso nel tempo negli anni compresi tra il 1947 ed il 1962. Poi fu la volta di Marco Denti che nel giugno di quest’anno, con la consueta perizia che lo contraddistingue, ci prese per mano per farci toccare, o perlomeno intuire, la sua importanza di traghettatore verso le nuove generazioni. A questo punto, approfittando della pubblicazione, non certo contemporanea ma quasi, di tre diverse testimonianze discografiche, racchiuse in due doppi CD ed un singolo, in cui Muddy Waters è più o meno presente, scagliamo un’altra pietra nello stagno del conformismo fatta questa volta di angoli vecchi già esplorati, di nuove angolazioni, di omaggi postumi. Vorremmo chiudere questa prefazione confermandovi anticipatamente che a noi importa poco o nulla di sapere quando lui è nato (1913 o 1915). L’importante è che lo sia. La Fondazione del Chicago Blues Stando a quello che il curatore delle note di questo doppio CD, “Early Morning Blues The 1947-1955 Aristocrat & Chess Sides” (Soul Jam 600849), Gary Blailock, ha riportato nel bel libretto corredato anche di foto in bianco e nero e a colori… [continua a leggere nel n° 132 – Settembre 2015]

 

NOTODDEN BLUES FESTIVAL 2015

Ritorniamo a Notodden in Norvegia dopo qualche anno, e ancora abbiamo negli occhi la prima esperienza della Blues Convention del 2009 e il festival del 2011. L’occasione stavolta ci è data da due artisti particolari, entrambi poco blues, almeno in senso canonico, ovvero Robert Plant e George Thorogood. Il primo, in tour con i Sensational Space Shifters, lo abbiamo visto già lo scorso anno a Padova, in una serata memorabile grazie anche all’apertura affidata ai North Mississippi Allstars, da sempre nostri beniamini. Il secondo invece lo attendevamo in Italia qualche anno fa, ma la scarsa prevendita fece cancellare il concerto già fissato!

E’ uscito il numero di Settembre 2015!

In questo numero 132:

Eddie Burns

Fernando Jones

Muddy Waters

Sonny Landreth

Watergate Blues

Warren Haynes

Faris Amine

Rollin’ And Tumblin’

Cannon’s Jug Stompers (per gentile concessione)

Cannon’s Jug Stompers (per gentile concessione)

Storia di una canzone di Jas Obrecht

Cercando “Rollin And Tumblin’” su youtube saltano fuori circa trecento versioni; ne troverete di recenti di Bob Dylan, Jeff Beck, Imogen Heap, Imelda May, Cindy Lauper, The Carolina Chocolate Drops, Gov’t Mule solo per citarne alcune. Così come vecchie registrazioni di Muddy Waters, Elmore James, Johnny Winter, Cream, Captain Beefheart, Canned Heat, Bonnie Raitt, R.L. Burnside, Buddy Guy e Junior Wells e molte altre. Andando su archive.com potrete ascoltare versioni degli anni Venti ed una infinità di cover, Grateful Dead, Steve Kimock Band, Derek Trucks, North Mississippi Allstars, alcune risalenti appena al mese scorso. Di rado una canzone ha unito così tanti musicisti. Con il suo riff accattivante, una struttura…  [continua a leggere nel n° 130 – Marzo 2015]

JOHNNY WINTER – BLOOM 2014

C’è una leggenda che narra di un giovanissimo John Dawson Winter III che, dopo aver assistito ad un concerto di B.B. King, lo convinse a prestargli la chitarra e a suonare sul suo stesso palco, ottenendo una standing ovationNon so se questa leggenda sia vera o meno, ma posso finalmente dire di aver capito cosa può aver dato vita ad una simile diceria. Il 21 maggio scorso, al Bloom di Mezzago (MB) ho assistito al concerto di Johnny Winter e nonostante alcuni disagi provocati dal volume troppo alto e dalle manie di protagonismo di Paul Nelson (seconda chitarra), Johnny Winter ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore e nella mia mente. Il concerto ha inizio alle 22 con un brano strumentale eseguito magistralmente dalla band, a cui fa seguito l’accompagnamento di Winter sul palco. La vista di questa scena mi ha fatto preoccupare: ok che è vecchio, ok che la sua vita è stata un tripudio di eccessi, ma dio mio Johnny (e qui è scattato il mio egoismo) non azzardarti a far saltare il concerto per problemi di salute! Visto che è arrivato alla sedia decido di tranquillizzarmi e di ascoltare ciò che le corde della sua chitarra hanno da dirmi. Ma lui, forse proprio per smentirmi e senza troppi fronzoli, inizia a suonare “Johnny B. Goode”, con un ritmo accattivante e con la band che lo accompagna divinamente.

LUCERNA BLUES FESTIVAL

Johnny Sansone (foto Matteo Bossi)

L’edizione numero diciannove, si apre come da copione alle 19:00 precise di giovedì 14 novembre 2013 con Martin Bruendler che introduce il duo acustico (dimensione assente lo scorso anno) composto da Larry Garner e dal chitarrista e cantante tedesco Michael Van Merwyk, piazzatosi secondo all’International Blues Challenge 2013. Si alternano al canto per brani di matrice più cantautorale che blues, poi rendono omaggio alla città del festival con uno shuffle “Going To Lucerne” simpatica in cui coinvolgono all’armonica Rick Estrin e Johnny Sansone. Chiudono con un bel blues dal sapore vagamente hookeriano un concerto piacevole, ma almeno per la prima parte, piuttosto confidenziale e leggero, non scuro e intenso come certo swamp blues di cui Garner sa essere valido interprete.
Di puro mestiere il set di Chicago Blues imbastito da tre habitué di Lucerna, Bob Margolin, Bob Stroger, Kenny Smith, che si alternano al canto di qualche standard con Margolin che si sforza di imitare il suo vecchio boss Muddy Waters. Dopo circa tre quarti d’ora li raggiunge Zora Young la quale però dopo un buon lento iniziale, inanella una serie di brani di grana grossa come “Dust My Broom” e “Got My Mojo Working” da cui è ormai difficile per chiunque spremere ancora qualcosa. Il pubblico apprezza comunque, vero, ma da gente di tale esperienza, che oltretutto ha suonato diverse volte al festival, sarebbe lecito attendersi una prestazione perlomeno oltre il minimo sindacale.
Li seguono sul palco Johnny Rawls & Mississippi Soul Blues, con la di lui figlia Destini ospite alla voce in qualche brano. La band, più che sulla chitarra di Rawls, viaggia bene ancorata al drumming dell’esperto

Chicago Blues Festival 2012

Jeneene  Brown  Mosley, nuova presidentessa del festival  dall’edizione  del 2011, non rischia di sbagliarsi quando sostiene, con uno sguardo brillante, chela Città del Vento è unanimemente riconosciuta come “Capitale del Blues nel Mondo”. Come d’abitudine la 29esima edizione ha avuto luogo al Grant Park, in uno scenario idilliaco. Un immenso giardino dai molti viali ombreggiati, lungo i quali si passeggia volentieri a due passi del  Lago Michigan, dominato dalle architetture e dalle grandiose facciate del quartiere d’affari del “Loop”. Questo luogo ha, dunque, di che sedurre gli amatori del mondo intero, che si affollano a questo rendez-vous imperdibile della musiche afro-americane. Assai minacciato dalla drastica riduzione del budget culturale della municipalità di Chicago, come obbliga la crisi economica, il Chicago Blues Festival2012, hadovuto, come l’anno passato resistere contro i venti e le maree della situazione di pessimismo, per continuare alla fin fine a offrire gratuitamente al pubblico un programma ricco e variato. E così, questo festival offre, alla rinfusa, artisti conosciuti e tutta una pleiade di quelli e di quelle che non hanno ancora il loro posto al sole.

Jackie Scott (foto Philippe Pretet ©)

Sorprendente la scelta di quello fra gli organizzatori che ha programmato all’apertura del festival una delle ultime leggende viventi del West Side, Eddie C. Campbell sulla scena del Mississippi Juke Joint! Il giovane settuagenario, di stanza a Chicago da un bel po’, è sempre “felicemente” prigioniero della sua vecchia Fender Jazz Master color malva. Il maestro, la cui Fender “suona” meravigliosamente, ha eseguito soprattutto i titoli del suo ultimo album, con un’arte consumata della nota giusta ed efficace, accompagnato da una band chicagoana ben rodata. Un buon giudizio per questo concerto inaugurale.

Fabio Treves e Alex Kid Gariazzo

Stavolta gioca col blues come materia che si rinnova, il “Puma” di Lambrate, e senza prendersi mai sul serio fa appello all’inseparabile Alex “Kid” della sei corde come a una spalla comica di uno spettacolo di cabaret, dove il gusto per la battuta fa pendant con la serietà interpretativa dei brani scelti. Così, è una piacevole carrellata acustica nei classici a far da scaletta, riproposti con un entusiasmo che non tralascia gags e siparietti introduttivi alla rivisitazione degli evergreen in teatro («…stanchi di stadi e palazzetti dello sport…»” – si giustifica ironicamente il Fabio) tra la tradizione e Muddy Waters.