The Midnight Breakfast Blues Band alla Torre Velasca

Occasione insolita quella che si è presentata lo scorso 23 Maggio, in quel di Milano, e più precisamente alla Torre Velasca. Complice un invito ricevuto grazie ad amici di vecchia data, e ci ritroviamo al 19esimo piano di questa costruzione architettonicamente intrigante, dominando la metropoli lombarda, per assaporare deliziosi antipasti e cocktail, ma soprattutto ascoltare la presentazione del disco “Between” della Midnight Breakfast Blues Band.

Foto di Alessio Perboni – Domux Home Velasca

Con piacere, assieme al babbo, compagno di avventure musicali,  incontriamo volti conosciuti come Aldo Pedron, Helga Franzetti e Carlo Gerelli, pesci fuor d’acqua come siamo nell’ambiente della “Milano Bene”, almeno un tempo si diceva così, e regolarmente gli unici in scarpe da ginnastica e maglietta degli Allman Brother Band.  L’ambiente aristocratico quasi per magia si sposa perfettamente con la musica proposta dai nostri quattro cavalieri, Marco Valietti alla voce e chitarra, Stefano Albertini alla chitarra, Luigi Cortinovis al basso e Fabio Carenini alla batteria, autori di tutti i pezzi eseguiti live e presenti nel loro CD. Un mix di blues, psichedelia e southern rock, con un instancabile lavoro alla chitarra ritmica di Stefano, la voce sempre più cavernosa in perfetto stile Howlin’ Wolf di Marco, e una ritmica sempre sul pezzo e mai prevaricante, ci hanno inchiodato al muro per tutta la durata dell’esibizione, assieme agli addetti del catering e ai cuochi che passavano ad ascoltare qualcosa così fuori dal comune rispetto ad altri eventi organizzati da Domux Home Velasca. Ci piace pensare di avere avuto fortuna, come quando anni fa capitammo allo showcase di un quasi sconosciuto John Campbell, nell’allora Shocking Club sotto il Teatro Smeraldo. Il bel disco, recensito da Carlo Gerelli per il numero di Marzo 2019, merita del tempo per essere ascoltato, tempo da rubare agli impegni e alle distrazioni.

Foto di Alessio Perboni – Domux Home Velasca

Quello che oggi sembra sempre essere più raro dei diamanti. Ma il fato, o solo un colpo di fortuna, ci ha regalato questo momento, tra fiumi di prosecco e risate assieme a pochi amici che cercavamo di non perdere mai di vista, il tempo è scivolato via lieve e sinuoso, come quasi mai accadde. Una band da tenere d’occhio, che se non si erge a caposcuola, in un mondo di perfetti esecutori di cover, lo fa solo per scelta di vita, preferendo semplicemente essere se stessa e suonare la propria musica.

 

 

Davide Grandi