TREVES BLUES BAND CARROPONTE

In questa estate torrida un po’ di sollievo, anche se non dal punto di vista del refirgerio, ce lo ha portato il Bloom In Blues an Carroponte con la prima serata, sabato  4 Luglio, del festival estivo giunto ormai alla sua 3a  edizione. A causa del nostro ritardo ci  perdiamo l’apertura di Amanda On 4 Strings, gustandoci solo il pezzo finale “Trouble So Hard”, e chiacchierando con Amanda le promettiamo di farci perdonare presto (sperando che magari lo abbia già fatto!).

Foto di Ferdinando Bassi

Foto di Ferdinando Bassi

Ed è il turno di “Fabione” come spesso viene chiamato Treves, oltre al soprannome legato al ben noto felino e al quartiere di Milano, introdotto da uno strumentale della band ovvero Guitar Ray con Alex Gariazzo alle chitarre, GabD al basso e Massimo Serra alla batteria. Subito Little Walter e “Just Your Fool”, prima di attingere ai repertori persino di Otis Redding. La serata torrida scorre veloce tra ospiti e amici di Fabio, a cominciare da Jantoman, il tastierista di Elio e le Storie Tese, per il lentone “Drown In My Own Tears”  di Ray Charles, e a fagiolo capita l’intermezzo acustico di “Hammer” con Alex all’ukulele e Fabio all’armonica.

Foto di Ferdinando Bassi

Foto di Ferdinando Bassi

Sempre un gigione sul palco, Treves conquista e carica il suo pubblico, vista la presenza in forze del famoso fan club, che alla fine lo acccoglierà con il banchetto e la foto ricordo di rito, e anche il secondo ospite, Mauro Pagani, viene travolto dalla sua esuberanza. Mauro infatti si scatenerà nel corso della serata, dal duetto violino armonica di “Midnight Special”, fino a lanciarsi nel canto, con una bella voce roca e  aggressiva, in “Laurel Canyon Home” di John Mayall, per non parlare dei suoi assolo al flauto traverso, uno strumento inaspettatamente molto blues!

Foto di Ferdinando Bassi

Foto di Ferdinando Bassi

Alex si esibisce in una bellissima “Just About Crazy” con il mandolino elettrico a 8 corde, e in solo con chitarra acustica in una sua versione di “Why You Been Gone So Long” di Mickey Newbury. Massimo Serra si sposta dalla batteria all’ukulele per la bellissima “Mississippi Kid” dei Lynyrd Skynyrd con un altro prestigioso ospite, ovvero il violino di Lucio Fabbri sempre della PFM. Seguono vari classici come “You Can’t Judge a Book By The Cover” dove Alex e Ray duettano al canto, o “As The Years Go Passing By”, e la serata vira verso il rock and roll, con “Shake Rattle & Roll” e  “Bright Lights Big City”.

Foto di Ferdinando Bassi

Foto di Ferdinando Bassi

Dopo le simpatiche presentazioni della band che ormai sono il marchio di fabbrica di Fabio Treves, non può mancare il bis, con il doveroso omaggio al compianto Riley B. King con “The Thrill Is Gone” e la conclusione festosa con “The Blues Is Alright”. Una festa blues davvero calda, non solo per il clima ma soprattutto per la musica!

 

 

Davide Grandi