CHARLES BRADLEY

Il tour europeo di Charles Bradley, che ha cominciato una seconda e insperata carriera di soulman all’età della pensione, è passato finalmente anche dalle nostre parti, con una data al Bloom di Mezzago il primo novembre scorso. Il locale, già sede del debutto italiano della collega di scuderia Daptone, Sharon Jones, si è dimostrato l’ambiente ideale per accogliere Bradley e i suoi Extraordinaires ed il pubblico ha risposto, numeroso e partecipe. La serata ha preso avvio con l’esibizione degli italiani Link Quartet, una formazione che ha imbastito atmosfere vagamente fusion, una quarantina di minuti con brani strumentali a parte una versione della hendrixiana “Crosstown Traffic” e un finale cantato, in parte,  in italiano. Ma tutti aspettano Charles Bradley e l’attesa ha termine verso le 23.30, sale sul palco la band , giovane e diligente, con una piccola sezione fiati;  un paio di strumentali di riscaldamento, poi arriva Bradley vestito di rosso vivo, trasuda letteralmente la voglia di cantare e condividere la sua musica col pubblico. Il repertorio pesca, come è facile supporre, dai suoi due dischi, si comincia da “Love Bug Blues”, per passare attraverso “No Time For Dreaming” e “The World”, versioni piene di entusiasmo, Bradley si concede senza risparmio, lancia urla, si getta in ginocchio a terra alla James Brown, incita il pubblico. Non male anche nella cover del vecchio hit di Clarence Carter “Slip Away”, adatta alle asperità della sua voce,  al termine del pezzo lascia il palco per un cambio d’abito e torna per una serie di pezzi tra cui  il funk psichedeliche ,“Confusion” e atmosfere più disimpegnate  “Lovin’ You Baby”.. Il concerto, molto piacevole,  volge al termine, ma il pubblico non sembra ancora appagato e reclama Charles Bradley, il tastierista lo presenta di nuovo e Bradley non si tira indietro, anzi regala un altro paio di pezzi e saluta, questa volta per davvero,  con la canzone titolo del suo ultimo album, “Victim Of Love”, in una versione torrenziale e generosa.

Matteo Bossi