TRASIMENO BLUES FESTIVAL

Il Trasimeno Blues Festival compie diciotto anni. Un traguardo importante che, come ormai è tradizione in queste ultime edizioni, si compone non solo di concerti sulle splendide cittadine del lago umbro ma anche di mostre, workshop, concorsi ed eventi correlati. La kermesse si è aperta giovedì 18 luglio sul lungo lago di Castiglione presso il Lido la Merangola con il bel set di Justina Lee Brown And Morblus Band. Se la Morblus di Roberto Morbioli è garanzia di qualità, la statuaria Justina è la bella sorpresa di inizio festival, anche perché il suo stato di provenienza, la Nigeria, non è musicalmente noto per una consolidata scena blues. Al contrario di quello che si potrebbe immaginare la sua bellissima e potente voce personalizza con grande rispetto i tanti classici proposti come “Rock Me Baby”, “I’m Tore Down” una splendida rilettura di “I Just Want To Make Love To You” e una emozionante interpretazione di “I’d Rather Go Blind”. Binomio riuscitissimo quello insieme alla Morblus per un concerto pieno di energia, che fa anche da battesimo all’uscita del loro primo album insieme. Il festival resta a Castiglione del Lago anche il giorno successivo venerdì 19 per dedicare la giornata al blues di casa nostra. Il concerto denominato Italian Blues Legend presso la rocca medievale verrà ricordato a lungo sia per l’eccezionalità dell’evento che per le difficoltà create dal meteo; Paolo Bonfanti, Nick Becattini, Pippo Guarnera, Alex Gariazzo, Renato Scognamiglio, Roberto Ciotti, Fabio Treves  accompagnati per gran parte dai Gamblers di Renato si alternano per poi riunirsi in un lungo set che si trasforma in una specie di “riunione di famiglia”; non era mai successo di vedere insieme su un unico palco la storia del blues Italiano e il concerto (in dubbio fino a qualche ora prima a causa di una “bomba d’acqua” che ha investito la zona) diventa il mezzo ideale dove far trasparire emozioni e ricordi. Alla mezzanotte l’appuntamento è con i Nerves & Muscles alla Darsena Bar Caffè per un altro momento ricco di belle vibrazioni; autori di uno dei progetti più riusciti di questi ultimi tempi, riportano sul palco quello che di bello ci hanno fatto sentire con “New Mind Revolution”, consigliatissimo album d’esordio tra rock, Missississippi Country Hill, folk e tanta passione. Sabato 20 luglio è il momento di uno degli eventi più attesi della kermesse. Area International Popular Group richiamano un pubblico numeroso di appassionati che li hanno accompagnati fin dai loro lontani esordi trasformandoli in una delle icone del rock italiano. Il concerto convince per intensità ed esecuzione, componendosi di quella continua contraddizione musicale, unita ad una ilarità e leggerezza nel presentarsi, che li ha sempre messi in evidenza durante questi quaranta anni di carriera. Ripercorrono le tappe fondamentali partendo dal primo “Abeit Macth Frei” del 1973 per approdare alle composizioni più recenti. E’ ovvio rimarcare come l’assenza di Demetrio è palpabile, ma va anche notato come la presenza di un pubblico importante di giovani spettatori apra nuovi prospetti per una carriera speriamo ritrovata. Qualche ora prima Angelo “Leadbelly” Rossi insieme al contrabbasso di Lucio Villani, si erano esibiti alla Darsena Rock Caffè per un concerto di grande atmosfera e intimità come solo uno dei bluesmen più autentici della scena italiana sa offrire, show al punto che, nonostante lo avessimo già ammirato con i Nerves, il ritrovarlo nella sua dimensione acustica ci ha fatto immensamente piacere. Un trasporto quasi ipnotico quello di Angelo che contrasta, per stile non certo per intensità, col suono del New Orleans di casa nostra quello degli Alligator Nail di Stephanie Ghizzoni, che alla mezzanotte di sabato ritornano prepotentemente alla Darsena. Colori, ritmi e “suggestioni” che persuadono ancora di più rispetto ad altre volte che li abbiamo incontrati, dato anche i difficili momenti che la band e la stessa Stephanie hanno dovuto affrontare in questi periodi recenti. Bravi. Fin dai suoi esordi il festival è stato sempre attento e ha concesso spazi importanti ai giovani artisti emergenti, soprattutto quelli di casa nostra, scovando a volte dei veri e propri talenti e regalando delle opportunità significative, ed anche questa volta non è mancato nell’intento. Gli interessanti Dead Shrimp da Roma, con un album omonimo all’attivo, si sono resi protagonisti di un convincente set domenica 21 luglio alla Darsena Bar Cafè; il trio attivo da poco più di un anno ha accompagnato la cena dei presenti con un personale Delta Blues composto in gran parte da originali (un’ottimo inizio) e classici (ormai consumati) dal repertorio pre-war. Al contrario i francesi Scarecrow, sul palco alle ore 23, deludono in parte perché annunciati come una delle “novità” del panorama europeo, in realtà non fanno altro che inserire elementi hip-hop in una base di matrice Delta Bues presentando la connotazione come originale. Il concerto sa di occasione mancata, anche perché se si eliminassero i rap e gli scratch del dj Antibiotik Daw la band assumerebbe delle valenze significative, viste anche le buone doti agli strumenti e la bella voce di Slim Paul. Martedì 23 il Trasimeno apre le porte ad una sezione dedicata alla musica Africana. Sul palco del parco Il Sodo di Tuoro sono di scena i Terakaft, band di tuareg provenienti dal nord del Mali e attivi ormai da più di dieci anni. “Desert Blues”, così viene denominato il loro stile, è in realtà un’incessante e ripetuta esecuzione di riff semplici e “grezzi”, a volte persino mono-toni, che creano un’aurea al limite dell’ipnotico intorno allo stage. Certamente affascinanti nei loro tipici costumi del deserto il concerto va recensito in due differenti parti. Per coloro che si sono presentati con la voglia di ballare, serata non fu più azzeccata….per quelli che al contrario partecipavano in veste di ascoltatore, va detto che la ripetitività delle assonanze nei brani proposti (tra l’altro di lunga durata) e il medesimo beat non hanno certo garantito quella dinamicità necessaria per intrattenere più di mezz’ora. Il pubblico, comunque numeroso, ha approfittato per trasformare il parco in una grande pista dove poter esprimere le più eccentriche capacità di ballerini. Freschi vincitori dell’European Blues Challenge, quella di quest’anno è stata la loro quinta partecipazione al festival lacustre; potete quindi immaginare l’accoglienza ricevuta da Veronica & The Red Wine Serenaders, ormai ritenuti più amici che ospiti della rassegna. Come sempre i loro intrecci tra New Orleans, blues e ragtime hanno caratterizzato le quasi due ore di concerto, riscaldando il pubblico della piazza di Magione (mercoledì 24 luglio) grazie ad un’atmosfera tipica del periodo pre-war. In verità, chi come noi li conosce da tempo, si è accorto di una specie di “stanchezza e staticità musicale” rispetto a concerti passati, ma parliamo comunque del proverbiale ago nel pagliaio, perché le evoluzioni chitarristiche di Max sono sempre eccelse e il connubio sempre azzeccato…bellissima la personale interpretazione di “Amazing Grace”. Giovedì 25 il festival apre nuovamente le porte all’Africa; a San Feliciano arriva Vieux Farka Touré, figlio del famoso Ali, artista affermato che alcuni hanno soprannominato il Jimi Hendrix del Sahara. In effetti qualche lontana assonanza con il mancino di Seattle si può riscontare nel suono di Vieux, dove predomina l’incessante ripetersi degli assolo della sua chitarra. Il concerto a dire il vero assume connotazioni armoniche un po’ ripetitive, e certamente la verve poco comunicativa del figlio d’arte non aiuta. Piccolo cambio di tendenza nel finale, dove ritmi più semplici e intuitivi fanno da tramite per una bella interazione col pubblico (comunque rimasto fino al termine). Da rimarcare la qualità della sezione ritmica; Mamadou Sidibe al basso e Tim Keiper alla batteria, punto di forza e collante perfetto del trio. Ci apprestiamo ad entrare nel week end conclusivo del Trasimeno attraverso l’energia contagiosa di Eric “Guitar” Davis (venerdì 26 a Passignano), di scena alle 21.30 alla Pineta Del Popolo. Instancabile con la sua Stratocaster Eric regala più di due ore di puro divertimento con il suo rock funk blues fatto di originali e tante cover: uno show nello show grazie ai suoi saltelli e le mille peripezie che, se non garantiscono sempre una buona qualità esecutiva, comunque intrattengono nel giusto modo. Quando Eric decide di fare sul serio, soprattutto sugli slow, fa capire di che pasta è fatto ma per lui il divertimento del pubblico è alla base del suo set. Va dato merito alla bravissima band di Luca Giordano che lo accompagna; fautori di una base solida sulla quale Eric gioca in continuazione…non deve essere facile star dietro a tutte quelle “follie”…ottimi!

Terakaft – Foto di Simone Bargelli

Sempre a Passignano, ma alle ore 24 ai giardini del Molo, è la volta di Mike Sponza con un set di buona qualità esecutiva e compositiva, forse troppo “menomato” dal contesto dato che uno stile come il suo è certamente più apprezzabile su un palcoscenico più “intimo”; club o teatro che sia. Il giorno successivo il festival si trasferisce a Città della Pieve sede conclusiva ormai da molti anni. Sabato è la volta del southern soul di Charles Walker con uno dei concerti più riusciti di questa edizione. L’entusiasmante soulman è accompagnato dalla band dei Dynamites da Memphis, un connubio che continua ormai da qualche anno (si sente!), per un concerto composto da vecchi successi soprattutto quelli dell’era Chess e nuove tracce estratte dal recente “Love Is Only Everything”. Una bellissima e vigorosa vocalità quella di Charles, che esplode in serrati ritmi funk per poi ammaliare in romantiche ballads rhythm & blues e riesplodere in decisi groove soul. Dove possa trovare tutta questa forza ed energia, vista anche la non più giovane età, resta ancora un mistero. Il saluto della diciottesima edizione del festival è affidato al ritmo di Ebo Taylor, esponente dell’Afrobeat e importante autore della scena Africana ormai attivo da più di cinquanta anni. Il concerto regalato dal chitarrista ghanese è un vero e proprio tappeto dove poter esplodere i propri istinti di ballerini; presto il set si trasforma in una festa collettiva che include anche la partecipazione della brava P-Funking Band (brass band locale) per un finale pieno di brio. Per dovere di cronaca in una rassegna così ricca di eventi ci siamo persi: Wonder Vincent, Blue Dean Carcione, Max Prandi, Underdog, Ami Buz, Joe Chiariello & Rosario Tedesco, Bagamojo, One Man 100% Bluez, The Cyborgs, Francesca De Fazi & The Gypsy Blues BandAncora una volta il Trasimeno Blues dimostra di essere un festival che gode di buona salute anche se (conseguenza dei tempi critici) privo di nomi altisonanti di richiamo; altro aspetto da non sottovalutare è la bella reputazione che ha raggiunto nello scorrere degli anni tra gli stessi artisti che sempre ben accettano un invito umbro; conseguenza questa dell’ottimo lavoro fatto dallo staff….al prossimo anno.

Simone Bargelli