Luther Dickinson

lutherMusica e vita. L’intreccio inestricabile continua  di    Matteo Bossi, Davide e Marino Grandi

Lo avevamo incontrato per una intervista giusto otto anni fa, a Castel San Pietro quando, col fratello Cody e Chris Chew, vennero a suonare al festival, come testimoniato dalla copertina del nostro numero 100. Lo abbiamo ritrovato con immutato piacere negli anni seguenti. Nel maggio scorso a Besozzo, c’è stato il tempo per una chiacchierata su quel che è gli è successo in questi anni. «Molte belle cose» esordisce lui, «l’unico momento davvero triste è stato la morte di mio padre nel 2009, anche se sono del tutto convinto che lui continui a vivere nella nostra musica, lo sento. Quando suoniamo Hill Country Blues e il repertorio legato a Memphis con i Sons of Mudboy. Anche Sid Selvidge, un caro amico di mio padre e membro di Mudboy & The Neutrons, se ne è andato nel 2013, suonare il loro repertorio è bello. Fa tutto parte del ciclo della vita, ora ho anche due bambine piccole e le cose vanno bene, sono sempre immerso in moltissima musica. A pensarci bene ci sono stati molti progetti differenti, il periodo coi Black Crowes, The Wandering, South Memphis String Band, Ian Siegal, col quale ci siamo trovati benissimo, il tour Southern Soul Assembly…[continua a leggere nel n° 133 – Dicembre 2015]